Poirot e l’algoritmo, l’ultima sfida ai detective di Agatha Christie

Photo Credits: Murder on the Orient Express, 1974

Si dà il caso che l’estate sia, da quando ho più o meno 13 anni, il momento in cui mi dedico alla lettura, o alla rilettura, di una delle mie autrici preferite: quel genio di Agatha Christie. Ho iniziato su una spiaggia siciliana l’estate dopo gli esami di terza media, con Poirot sul Nilo, e continuo ancora adesso la tradizione, tant’è che l’altro giorno in macchina, tornando dal weekend in Liguria, ho finito le ultime pagine di Poirot e la salma. Non potevo perciò farmi scappare la notizia di questi ultimi giorni, per cui pare che un gruppo di ricercatori inglesi abbiano messo a punto una formula matematica che permette di scoprire in anticipo i colpevoli nei romanzi della mia beniamina.

Prima reazione: se, vabbè.

Seconda reazione: però, diamine, se è vero, vi vengo a cercare e vi avveleno con la stricnina (prima di Poirot e la salma ho letto Poirot a Styles Court).

Sì, perché siamo proprio sicuri di voler sapere attraverso un algoritmo chi è l’assassino, invece di rimanere sorpresi nel finale? Siamo sicuri di voler, d’ora in avanti, essere costretti a guardare con altri occhi alcuni elementi innocui e considerarli indizi risolutivi per capire chi è il colpevole? Io ormai sono fregata, ma vi voglio avvertire prima che proseguiate con la lettura.

Insomma, i membri dell’équipe di questa ricerca – commissionata da Drama Channel di Uk TV, che in occasione del 125esimo anniversario della nascita della scrittrice le dedica “The Agatha Christie Hour”, una serie di episodi tratti dai suoi racconti – hanno analizzato una trentina di romanzi, per scoprire che alcuni schemi nella trama possono aiutare il lettore a individuare l’assassino prima della fine.

Che un certo gusto per la ripetizione di determinate strutture sia proprio alla nostra Agatha, non è un segreto, basti pensare al topos della riunione finale di tutti i personaggi in una stanza e lo svelamento della vicenda da parte di Poirot. Qui però gli elementi ricorrenti assumono un valore cruciale nel far avvicinare il lettore, da solo, alla verità. Sappiate, ad esempio, che l’ambientazione, i mezzi di trasporto e il modo in cui la vittima viene uccisa sono indizi che possono, in molti casi, aiutarvi ad arrivare all’assassino, o almeno a circoscrivere la lista dei sospetti. Come? Be’, per esempio, se viene fuori che il morto è stato strangolato, la probabilità che l’assassinio sia un maschio è molto più alta (d’altronde, mi dico, per strangolare ci vuole una certa forza fisica, quindi è piuttosto comprensibile anche senza inventarsi un algoritmo). Oppure, se la vicenda si svolge in una casa di campagna, c’è una probabilità del 75% che il killer sia femmina (per fortuna mi vengono in mente su due piedi almeno due casi in cui non è così, ma non ve li dico per non aumentare il tasso di spoiler). Altri elementi che dovete guardare con attenzione sono i mezzi di trasporto citati nel romanzo: infatti, pare che se compaiono auto o treni l’assassino sarà una donna, mentre se vengono utilizzati aerei o navi, sarà un uomo (ma Assassinio sull’Orient Express?). Un altro elemento ricorrente notato dai ricercatori è il modo in cui la scrittrice introduce i personaggi che si riveleranno poi colpevoli: le donne sono caratterizzate con accenni negativi, mentre gli uomini vengono descritti in modo positivo o tutt’al più neutrale.

A questo punto, se volete altri dettagli, potete cimentarvi ad applicare la formula. Per quel che mi riguarda, cercherò di dimenticarmi di tutte queste informazioni il prima possibile, visto che ho appena comprato sul Kindle La domatrice e non vedo l’ora di leggerlo e di scoprire chi è l’assassino solo dalla bocca di Poirot.

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

1 Commento
  1. Concordo con te, ho già dimenticato le indicazioni. Mi sembra un divertissement estivo di qualche ricercatore… e un attentato ai lettori! 😉