Premio Strega 2015: ci sarà anche Zerocalcare

Cioè, sono cose che ti fanno crollare il mondo addosso. Ci sono delle certezze nella vita, e per gli italiani ce n'è una fondamentale e assurdamente rassicurante. Cos'è quella cosa per cui ogni volta ci viene chiesto di appassionarci con la promessa che finalmente è la volta buona, che si svecchia tutto, che si cambiano le regole e si dice addio a tutti i giochetti, agli impicci e alla finzione? No, no, macché politica e politici, lì ormai è acqua passata, è tutto bello e giovane. L'altra certezza, la vera certezza, finora era il Premio Strega, che invece quest'anno vuole sconvolgerci proprio tutti, non solo candidando (di nuovo ma stavolta non si capisce perché con più rumore) una scrittrice, rullo di tamburi, s-c-o-n-o-s-c-i-u-t-a!, ma tipo che nessuno sa chi è ma tutti sanno che è (o deve essere) la migliore. No, quest'anno allo Strega ci sarà addirittura Zerocalcare. 

Fermi, la novità è un po' riscaldata. Come ricorderete, infatti, già lo scorso anno ci si è agitati per la candidatura di Gipi, con tanto di dibattito sull'opportunità di presentare un fumetto, seppur in formato graphic novel, a un premio riservato alla prosa. Gipi non vinse ma fu candidato, quindi ormai c'era il precedente e Zerocalcare e la BAO con Dimentica il mio nome possono tranquillamente imbarcarsi nell'impresa. Come da tradizione quando si parla di Strega, anche stavolta non ho letto l'opera in questione, ma ho letto tutte le altre di Zerocalcare e personalmente non discuto sulla bontà dei suoi risultati (al limite discuto soltanto che a candidarlo sia stata Daria Bignardi, ma se è per questo la Ferrante l'ha candidata la Dandini, perciò mi arrendo senza borbottare). Certo, un vero andamento narrativo è più presente in alcuni titoli più che in altri, ma nessuno può discutere né la natura né la qualità dei suoi romanzi a fumetti. 

Per carità, a me Zerocalcare piace moltissimo e gli auguro di vincere lo Strega e tutti gli altri premi che merita, ma è questo Strega a non convincermi proprio niente. Le premesse mi puzzano, troppo siamo tutti amici. Ci manca solo che a luglio al Ninfeo tolgano le sedie e i tavoli riservati agli editori e la finale si faccia tutti seduti per terra sul prato, tipo concerto del 1° maggio, passandosi chitarre e bottiglie d'acqua svuotate e riempite di vino rosso. Mi sa molto di timida ma gioiosa rivoluzione all'italiana, un passo avanti e tre saltelli indietro, come l'alligalli (o lì i saltelli sono avanti?). Ci dicono che quest'anno lo Strega sarà diverso, rendendo ufficiale la candidabilità dei fumetti, candidando la Ferrante, acclamata e amata da tutti (ma attorno alla quale hanno alzato un teatrino penoso), permettendo persino ai piccoli editori di partecipare. Ma non agli ebook, perché va bene tutto, la rivoluzione e quant'altro, ma andiamoci piano, altrimenti la prossima mossa quale dovrà essere, far vincere ogni anno un bel libro?

Tanto, si sa, questa sarà l'edizione della Ferrante e della bottiglia di Strega che alla fine, non essendoci lei, non si sa chi dovrà bersela, quindi magari ne faranno tanti bei bicchierini da distribuire alla calca sotto al palco, perché la Ferrante siamo noi, Je Suis Ferrante, e compagnia bella. Tra pseudonimi vincitori, fumettisti, piccoli editori, questo sarà uno Strega memorabile, epocale. Poi il prossimo anno Mondadori-Rcs tornerà al Ninfeo, si aggirerà tra i tavoli battendo le mani come una grossa maestra spazientita ma bonacciona, gridando: su, su, bambini, la ricreazione è finita, tornate dentro. E noi ci metteremo in fila, ancora sudati ed eccitati per la corsa, ma confusamente tristi per l'ennesimo e bruciante confronto con le nostre illusioni.

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

7 Commenti
  1. “al limite discuto soltanto che a candidarlo sia stata Daria Bignardi”

    ti sono vicino in questo momento di sofferenza

  2. pur apprezzando ZC, i fumetti al premio Strega sono una stortura e una sciocchezza. Proviamo a dare il Gran Guinigi della Mostra del Fumetto di Lucca, che so, al nuovo romanzo di Sandro Veronesi o Aldo Busi, e vediamo cosa dicono i fumettisti…

  3. Da matematico, il problema così è mal posto: fumetti e graphic novel sono un sottoinsieme della letteratura, quindi direi che han tranquillamente diritto di presenza allo Strega. Mentre i romanzi di Busi p.e. non appartengono al sottoinsieme fumetti premiato dal Guinigi quindi no problem.
    Uno contiene l’altro, ma non l’inverso

    (sorry, devo aver fatto caisno con mail e risposte)