Premio Strega 2015: una cinquina senza sorprese

Talvolta il Premio Strega sa essere così scontato che è diventato scontato dire quanto sia scontato. Ieri sera alla Casa Bellonci c'è stata la consueta votazione per nominare i cinque finalisti che il 2 luglio al Ninfeo di Villa Giulia saranno in bella mostra sulla solita lavagnetta. Il risultato non è di quelli sconvolgenti. Al primo posto Nicola Lagioia con La ferocia (Einaudi, 182 voti). Poi Mauro Covacich con La sposa (Bompiani, 157 voti), Elena Ferrante con Storia della bambina perduta (e/o, 140 voti), Fabio Genovesi, già vincitore del Premio Strega Giovani, con Chi manda le onde (Mondadori, 123 voti) e Marco Santagata con Come donna innamorata (Guanda, 119 voti). 

E ora possiamo fare tutti i discorsi che vogliamo. Anzitutto possiamo dire che è una cinquina fatta di quattro persone e un nome. Com'è noto, Elena Ferrante l'ha candidata Saviano, lei ha accettato, i giornalisti in brodo di giuggiole e bla bla bla, ma la Ferrante non si sa chi è, è impalpabile, è un'idea, è i suoi libri, è quella-che-nella-foto-non-c'è. Il 2 luglio alla finale ci sarà il colpo di scena? Piccolo dal palco annuncerà che la Ferrante è lui? Lo dirà Concita De Gregorio? Chissà, magari questo giochetto servirà un po' ad animare la serata e la platea, con varie persone che si spacceranno per la Ferrante e che saliranno sul palco giusto per scroccare la bottiglia di Strega, gridando la Ferrante sono io! No, la Ferrante sono io! E tutti a tirarsi i capelli e a darsi gomitate in bocca.

Perché si sa che la Ferrante è la favorita, come si sapeva che lo scorso anno avrebbe vinto Piccolo (o comunque che non avrebbe vinto Scurati). Le certezze della vita sono poche, e il fatto che il vincitore dello Strega sia telefonato serve a rassicurarci un po' tutti. La Ferrante è la favorita perché il suo è il libro migliore? Bah, se ne può discutere. Senz'altro un discorso tecnico la rende la favorita in virtù dell'editore che la pubblica. L'alternanza Mondadori e Rcs ci dice che in teoria quest'anno toccherebbe a Rcs, quindi a Covacich, ma tra poco Mondadori e Rcs diventano una cosa sola e non sta bene dare troppo nell'occhio, quindi sarebbe meglio passare la palla a qualcun altro, meglio ancora se a e/o, l'editore medio che piace a fa simpatia e che tra l'altro pubblica l'autrice che è sulla bocca di tutti per via del suo essere invisibile. Ma sì, la Ferrante partecipa per vincere, dopotutto aveva accettato la candidatura proprio per «sparigliare le carte» e aveva detto chiaro e tondo (e sportivamente) che la sua non-vittoria avrebbe confermato l'impossibilità per lo Strega di rinnovarsi. È un po' renziana, la Ferrante. Non mi stupirebbe se tra poco cominciasse a parlare anche lei di gufi e di nemici delle riforme, nel caso in cui non vincesse. 

Premio Strega scontato e senza sorprese, dunque, anche nelle esclusioni, specie per una esclusione. Zerocalcare, infatti, era un altro dei nomi caldi con Dimentica il mio nome. Dopo Gipi che lo scorso anno aveva aperto la strada dello Strega ai graphic novel, senza però approdare in cinquina, molti pensavano che quest'anno Zerocalcare sarebbe arrivato in finale, che era scontato arrivasse in finale, ma è anche scontato che non ci arrivi, perché evidentemente i tempi non sono ancora maturi per un fumettista in cinquina. Già c'è la finalista invisibile, se ci fosse stato anche lui l'ambiente verrebbe destabilizzato. Perché vai a spiegare ai pischelli del Ninfeo che lui quello è quello che fa i disegni, che ha il blog, l'armadillo e compagnia bella. Meglio evitare e non abbondare. Il Premio Strega 2015 sarà un'edizione all'insegna della discrezione, in cui Rcs e Mondadori per essere invisibili faranno vincere un'autrice invisibile che rimarrà invisibile, salvo carrambate sconvolgenti. Che poi alla fine lo Strega è così scontato che sarebbe scontato anche se la Ferrante decidesse di farsi viva. C'è poco da sparigliare le carte, insomma.  

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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