Quando la polemica precede il film

Il 13 Dicembre, nelle sale italiane, uscirà Un viaggio inaspettato di Peter Jackson, primo capito della trilogia tratta da Lo Hobbit di J.R.R.Tolkien. Settimane di attesa per gli amanti del fantasy, nonché di polemiche.

Andiamo a metterci il naso!

L'organizzazione animalista PETA (People for the Ethical treatment of Animal) annuncia manifestazioni di protesta in concomitanza con l'uscita del film. L'accusa? una moria ingiustificata e ingiustificabile di animali durante le riprese, tra cui, l'organizzazione annovera, due cavalli che si sono rotti l'osso del collo cadendo in un burrone, un terzo morto per coliche dovute da un cambio di dieta, pecore e capre sterminate da infezioni e polli uccisi da cani. Rimane da capire se le informazioni in possesso della PETA sono da considerarsi attendibili, essendo trapelate da alcuni mandriani licenziati dal set.

La produzione del film si è comunque difesa, dicendo che molte scene sono state girate virtualmente per evitare tali inconvenienti, e che agli animali presenti sono state sempre garantite buone condizioni.

Lasciando da parte gli animalisti, un altro vespaio, ben più pungente, sta attualmente preoccupando la Warner Bros: il gruppo che rappresenta Tolkien ha intentato una causa da 80 milioni di dollari per lo sfruttamento illegale dei diritti. Sotto accusa sono le slot machines virtuali e i giochi online.

Non solo la produzione dei giochi d'azzardo esula dai diritti contemplati dall'accordo, ma offende gli estimatori di Tolkien e causa un danno irreparabile all'eredità e alla reputazione della sua opera.

Questo affermano i curatori dei diritti dello scrittore. Infatti, tali diritti, legalmente concessi alla Warner Bros, che ancora non ha risposto ufficialmente alle accuse, concernerebbero oggetti fisici ma non prodotti digitali.

A prescindere dall'infuriare delle polemiche l'anteprima mondiale si terrà, come previsto, Mercoledì 28 Novembre all'Embassy Theatre of Wellington.

 

Giulia Gestri

Nomade per caso o per vocazione. Ha libri ovunque nel mondo, ma per mandarla in crisi basta chiederle da dove viene.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.