Quel libro profuma di vecchio

Non ci interessa prendere posizione nella diatriba pro e contro e-book. Se ne è parlato in lungo e in largo, è stato l'argomento più stampato, bloggato e twittato degli ultimi mesi, anche in seguito all'appassionata battaglia che ha visto opporsi Jonathan Franzen nel ruolo di difensore dell'oggetto-libro a pensatori e intellettuali più progressisti che l'hanno tacciato di neo-luddismo. A noi piacciono i libri, punto. 

Detto questo, fa male immaginare un futuro senza pagine da sfogliare, senza carte ingiallite, senza librerie e biblioteche, senza pile di volumi accatastati sul comodino e per terra in bagno (o quelli forse ce li ho solo io?). Comunque, un futuro in cui se ti viene voglia di sfogliare un libro, lo devi fare di nascosto per non sembrare un vecchio e sfigato feticista della carta. 
Chi non ha avuto un brivido lungo la schiena nel leggere del povero Lenny Abramov (protagonista di Storia d'amore vera e supertriste di Gary Shteyngart, ndr) apostrofato in malo modo dagli altri passeggeri del suo volo per aver estratto dalla valigia un volume di racconti di Čechov che «puzzava di calze bagnate»? Lenny l'ultimo-lettore-sulla-faccia-della terra , costretto a spruzzare Pine-Sol su un romanzo di Tolstoj perché la puzza del libro non facesse scappare la sua giovane e magrissima amante Eunice Parker?
 
Beh, la buona notizia è che Eunice e compagnia si sbagliavano: un vecchio libro profuma, parola di chimico. Alcuni scienziati del University College di Londra hanno infatti spiegato che i composti chimici e l'inchiostro presenti sulla carta stampata reagiscono al calore, alla luce e all'umidità provocando un deterioramento dei materiali organici che fa scaturire un odore di note erbose con un accenno di vaniglia.
 
Richard di Abe Books ce lo racconta in questo video.
 
Annusate pure i vostri libri senza vergogna, la scienza è dalla vostra parte.

Francesca Modena

Francesca Modena, nata a Modena, vive e lavora a Modena. Si alza all'alba per scrivere e correre. È fermamente convinta di essere giovane.

5 Commenti
  1. adoro il profumo dei libri…uno dei motivi per cui non riesco a passare all’ebook, ma questa è un’altra storia.

  2. Anche io adoro la carta, infatti compro praticamente solo libri in formato cartaceo. Ma penso che nel corso degli anni passerò al formato elettronico. Non perché sia meno impattante, più tecnologico ed al passo coi tempi. Semplicemente perché odio Franzen.

  3. Ahhh, il profumo dei libri. Una meraviglia inconfondibile e inimitabile!

    Il discorso cui si arriva alla fine, comunque, è sempre lo stesso: il formato elettronico soppianterà definitivamente quello cartaceo con tutto quello che ciò comporterebbe?
    Sarò un’inguaribile ottimista, ma secondo me non succederà. O almeno, non a breve.

    Mentre attendiamo di vedere come si evolveranno le cose, comunque, per fortuna nessuno ci vieta di trascorrere i nostri pomeriggi con un bel libro antico e profumato in una mano e un Kindle nuovo di pacca nell’altra, da bravi lettori incalliti che non si fermano di fronte a niente e a nessuno 🙂

  4. Quoto Giuseppe riguardo il motivo per cui potrei passare agli e-book. Effettivamente ho pensato la stessa cosa leggendo l’articolo 😀

    Comunque credo che seppure il digitale dovesse battere il cartaceo, sarà sempre molto dopo che avrò sparso un po di figli per il mondo.
    Io lentamente sto iniziando ad abituarmi, ormai, agli e-book, anche se il poter scrivere con la mia penna e la mia calligrafia sulla carta di un libro che sembra quasi vivere ed invecchiare con me mentre lo leggo è una sensazione, un piacere, che difficilmente un file e un e-reader potranno mai darmi!