Rcs ci porta a fare benzina

Più leggi, più guidi. No, lo slogan tecnicamente è: I nostri libri ti fanno viaggiare davvero. In libreria avevo già visto qualcosa di sfuggita, qualcosa che lì per lì non mi era piaciuto ma su cui non mi ero più soffermato. C'erano questi adesivi sulle copertine dei libri del gruppo Rcs dove si accennava a buoni sconto per la benzina. Ebbene, ora possiamo parlarne. 

La storia è questa: dal 1 luglio al 31 agosto, acquistando in libreria (online non vale) le pubblicazioni Rizzoli, Bompiani, Marsilio, Bur e Fabbri per un minimo di 20 euro, si riceverà un buono sconto carburante da 5 euro spendibile presso una qualsiasi stazione di rifornimento della Shell aderente all'iniziativa. In realtà per avere il buono bisogna conservare lo scontrino, effettuare l'iscrizione sul sito e da lì compilare un form per farsi inviare a casa i buoni, che possono essere spesi entro il 3 settembre per un rifornimento minimo di 25 litri (esclusi GPL e metano). Se vi interessano tutte le informazioni nel dettaglio, trovate il regolamento qui. Tornando a parlare dell'offerta di per sé, la prima cosa che vorrei dire riguarda la promozione in libreria sulle copertine dei libri. Ormai siamo abituati a ogni tipo di contenuto extra: non solo fascette, ma anche blurb e rimandi ad altre opere dello stesso autore o della stessa collana, per non parlare degli orrendi bollini del prezzo, in molti casi impressi come i marchi a fuoco sui prosciutti. Diciamo perciò che le strategie di marketing hanno definitivamente invaso il territorio della grafica di copertina, spesso assoggettandola con esiti davvero infelici. Finché queste presenze extra, seppur bruttine, parlano di libri, si possono anche sopportare, mentre il bollino adesivo del buono benzina proprio no. D'accordo, è il marketing ed è una promozione estiva, ma i buoni benzina sui libri sono una pecionata, e non solo per un fattore estetico.

Che c'entrano i libri con il carburante? Il viaggio, l'on the road, le vacanze, la lettura in spiaggia, in montagna. Mah, convince poco. E allora la natura? Neanche, visto che di ecologico qua non c'è proprio un bel niente, anche perché la promozione esclude GPL e metano e, soprattutto, i libri si fanno con gli alberi. Oltretutto la benzina fa pensare al fuoco e il fuoco brucia i libri e i libri li bruciano i cattivi. Ma prima di cominciare a cantare rispondo alla domanda: i libri con il carburante non c'entrano nulla. Rcs e Shell avranno pure tutto il diritto di collaborare, ma l'importante è ricordarsi cosa si sta vendendo. Anche perché in quest'ottica non stupirebbe vedere i libri acquistati con i punti della benzina, insieme a cellulari, navigatori satellitari, borsoni ed elettrodomestici. A pensarci, però, non solo sono un ignorante retrogrado, ma anche un grande irriconoscente. Di solito il prodotto-libro si limita a offrire al consumatore cose come storie, emozioni, insegnamenti, conforto e compagnia, mentre ora allarga l'universo delle possibilità e permette di avere sconti dal benzinaio e un domani, chissà, anche al supermercato o in banca.

Come si può pretendere, nell'era digitale, che il libro non sia multi-funzionale? Come limitarsi a una fruizione che non vada oltre la semplice lettura? E poi c'è la crisi, la benzina costa parecchio e i libri non si leggono. Allora, dato che uno la macchina deve prenderla per forza, ecco che si incentiva anche l'acquisto dei libri, così ti cresce la percentuale di lettori. Gli sciocchi ci vedono solo una promozione estiva, mentre qui siamo davanti a un progetto culturale a lungo periodo che passa attraverso la riformulazione del concetto stesso di libro, non più solo nella sua accezione tradizionalmente contenutistica bensì in una nuova veste di tramite con i tempi che cambiano. Già, proprio così. E noi qui ancora a parlare di letteratura e non-letteratura, quando nel futuro i libri neanche si dovranno leggere, né tantomeno aprire: bisognerà solo comprarli e ritagliare il bollino, come col cartone del latte. 

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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