Scrittore inglese va in Scozia per aggredire l’autrice di una recensione

(photocredit: mirror)

 

Richard Brittain d'ora in poi potrà essere utilizzato come esempio da tutti quelli che non stroncano i libri. Grazie a lui infatti ora abbiamo un deterrente fresco fresco, perché si dà il caso che questo scrittore inglese abbia attraversato 500 miglia soltanto per trovare la giovane ragazza che aveva recensito negativamente il suo libro e fargliela pagare colpendola in testa con una bottiglia di vino. 

I libri sono un brutto mondo, ma santo cielo qui è meglio che ci si cominci a rilassare un po'. Tre anni fa un agente letterario fu aggredito a colpi di mazza da baseball da un autore che era stato rifiutato. Un anno fa Paige Rolland, diciottenne, è stata presa a bottigliate in testa perché ha scritto che il libro di Brittain, ventotto anni, non le era piaciuto. In entrambi i casi gli aggressori hanno utilizzato le informazioni condivise in rete dalle vittime per tracciarne abitudini e spostamenti. Brittain, che proprio in questi giorni è stato condannato per lesioni gravi, ha pubblicato su Wattpad un romanzo intitolato The World Rose. Come è noto, su Wattpad l'interazione tra gli utenti è massima, ma evidentemente l'autore non ha compreso la filosofia della piattaforma.

Quando Paige ha lasciato un commento negativo sul suo libro, lui l'ha rintracciata su Twitter per vedere dove abitava e dove lavorava e ha fatto un viaggio di 500 miglia dall'Inghilterra alla Scozia solo per fracassarle la testa con una bottiglia di vino (sul Daily Mail trovate tutti i dettagli, compresa la mappa che mostra l'impressionante e assurdo viaggio della vendetta). «Se avesse colpito più forte, sarei morta» ha dichiarato la ragazza durante il processo. «Quando ho capito di essere stata aggredita ho pensato subito a mia madre e a quanto sarebbe stata orrenda la telefonata in cui le dicevano che ero morta».

L'aggressore è stato poi individuato dalla polizia, che in casa sua ha trovato tutti i documenti riguardanti la sua folle avventura scozzese. Brittain non era nuovo a comportamenti del genere, infatti aveva già perseguitato una sua ex-compagna universitaria quando si era trasferita a Glasgow, utilizzando sempre i social network per spiarla e raggiungerla. Ovviamente episodi del genere danno una gran carica a chi sconsiglia di condividere tutta la propria vita su Facebook, Twitter, Instagram e simili, ma la realtà è che ognuno è libero di condividere quello che vuole, si tratti della foto del supermercato dove lavora o di una recensione negativa su un libro che gli ha fatto schifo, purché tutto accada nel rispetto degli altri. Ma visto che il 99% dei libri autopubblicati (e non solo) fa schifo, anche sottoporre a un lettore una lettura scadente è mancanza di rispetto, no? Eppure a nessuno è permesso di brandire bottiglie, altrimenti molti scrittori dovrebbero girare col casco. 

Purtroppo ormai siamo in questa fase buonista dove tutti sono incoraggiati, tutti abbiamo le stesse possibilità per essere aspiranti scrittori, aspiranti critici (veri o falsi poco conta) e aspiranti ti-prendo-a-bottigliate-in-testa, quindi finisce quasi che la povera Paige se l'è cercata, che poteva essere un po' indulgente, tanto a lei cosa cambiava, visto che Brittain è di per sé una persona disturbata e come lui ce ne sono a bizzeffe e rischi di morire per una recensione e non si fa. Invece Paige per come la vedo io è una paladina e con lei rivendico il diritto del giudizio leggero, il diritto di dire questo libro fa cagare, per ricordare che ci si dovrebbe prendere un po' meno sul serio, visto che al mondo non si nasce né tutti scrittori né tutti critici letterari e che a fare i buonisti si alimentano solo false speranze e talvolta anche bottigliate, però vere.  

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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