Se vuoi fare il figo, usa il Manuale di Nonna Papera

Il Manuale di Nonna Papera, questo libretto mitico, io l’ho sempre sentito nominare ma non l’ho mai visto. Me lo citava, anzi, mi correggo perché me lo cita ancora, spessissimo la zia, descrivendolo come un testo di formazione culinaria imprescindibile. E visto che è la zia che quando ero piccola mi faceva l’indimenticato riso dolce con il latte e l’uvetta, direi che ci si può fidare.

Non l’ho mai visto finora, ma presto potrò finalmente entrare anch’io nella cerchia dei lettori di Nonna Papera, e ricette come la “Merenda Rubicone”, la “Torta Regina di Saba” o l’impareggiabile “Torta di mele” non saranno più solo nomi vagheggiati, ma concrete realtà fumanti. Capita infatti che il Manuale arrivi di nuovo in libreria in questi giorni, periodo perfetto per mettersi ai fornelli con il diluvio e il freddo che fa fuori. Esce per la casa editrice Giunti, che l’anno scorso ha acquistato Disney Publishing, e sarà in tutto e per tutto uguale alla prima edizione, pubblicata nel 1970 con la curatela di Mario Gentilini (storico direttore di Topolino), Elisa Penna e Giovan Battista Carpi. Stesse ricette – nonostante nelle edizioni successive al ’70 siano state inserite delle aggiunte – e stesse illustrazioni, opera dello stesso Carpi.

A dire tutta la verità, c’era già stata qualche tempo fa una riedizione del vademecum cuciniero assieme al fratello scout: nell’aprile 2014, il Manuale di Nonna Papera e il Manuale delle Giovani Marmotte erano stati infatti pubblicati in versione digitale e messi a disposizione su iTunes. Ma, senza voler essere retorici o puristi, il libretto da sfogliare (e impiastricciare) è un’altra cosa.

256 pagine di ricette dedicate ai bambini (be’, io da bambina non l’ho avuto, perciò mi rifaccio adesso) e raccontate direttamente dalla papera regina delle torte, maestra di pies profumati e fragranti (il fatto che fossero disegnati non toglie assolutamente che fossero profumati e fragranti). Ciascuno dei manicaretti è ispirato a un periodo o a un personaggio storico, che vengono contestualizzati nella breve descrizione che precede la ricetta vera e propria: così avremo ad esempio la “Frittata Lucrezia” in onore di Lucrezia Borgia, la “Coppa Olimpiadi”, la “Pizza della Magna Grecia”. E ogni ricetta è accompagnata da un’illustrazione, che ritrae i volti noti dell’universo dei personaggi Disney nei panni di celebri eroi, condottieri e dame (tra gli altri, Paperino è Giulio Cesare per la “Merenda Rubicone” e Qui, Quo e Qua sono piccoli costruttori di piramidi nella pagina dei “Panetti Maya”).  

Insomma, data la passione per il cibo e l’universo Disney, potete capire come io non veda l’ora che il Manuale entri in casa mia. Ma prima di precipitarmi a procurarmelo, vorrei citare l’autrice di questa meraviglia, che per decenni ha ispirato e cresciuto generazioni di piccoli e grandi pasticcieri. Chi ha scritto il Manuale, forse non tutti lo sanno, è la sociologa Luisa Ribolzi, oggi una vera Nonna Papera con tanti nipoti che vive in campagna. Ma all’epoca, quando uscì la prima edizione del volume, era una ragazza della nostra età e le ricette, ormai diventate un classico, sono frutto di ricerche nelle enciclopedie Mondadori (primo editore del Manuale) e nel ricettario della mamma.

E allora forza, «A voi il mestolo: leggete e cucinate!» (e attenti a Ciccio, o ai vicini, quando metterete le vostre crostate sul davanzale!).

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.