Self-publishing: come scegliere i libri da leggere?

(phorocredit: guardian)

 

Oh, era ora. Se il 2012 in Italia è stato per alcuni l'anno degli ebook, il 2013 si candida a essere l'anno del self-publishing. Badate, sempre coi nostri ritmi, perché parlare di effettivi successi o fenomeni è impossibile. Però qualcosa si muove, soprattutto nella letteratura di genere, dove le comunità di appassionati si ritrovano sul web da oltre un decennio, in un trionfo del passaparola che premia le pubblicazioni a prescindere dall'altisonanza dell'editore. 

Così il self-publishing, da silenzioso sottobosco, andrà ad acquistare sempre maggiore peso all'interno dell'universo della lettura, ridisegnando l'aspetto del mercato librario, ma anche cambiando ruoli e poteri (grandi autori che si auto-pubblicano per guadagnare di più, scrittori indie sconosciuti che fanno il botto su Amazon, un peso sempre maggiore delle agenzie di servizi editoriali). Già, tutto bello, ma c'è chi in tutto questo avrà la vita un po' più dura: il lettore. Come orientarsi all'interno di un universo sterminato di pubblicazioni? Sì, ci sono i blog letterari, ci sono quelli-che-consigliano-i-libri-su-Twitter-e-ci-azzeccano-sempre, ma l'offerta sarà enormemente superiore e non ci sarà più il nome di questo o quell'editore a rassicurarci e indirizzarci. Una scelta sarà sempre di più un investimento, un salto nel nuovo. Sull'Huffington Post, così, danno qualche dritta per scegliere meglio e pescare bene dal mucchio.

Ovviamente una buona copertina farà sempre la sua parte, così come un paio di blurb azzeccati (inserirne troppi, però, lascia pensare che l'autore debba promuoversi troppo, perciò il numero ideale va dai tre ai sei). Okay, ci si è auto-pubblicati, ma vedere che il libro di Pinco Pallino è pubblicato dalla Pinco Pallino Edizioni fa pensare che l'autore abbia poca fantasia, e leggere un libro di un autore con poca fantasia non è il massimo. Non è il massimo, inoltre, ritrovarsi a leggere un libro pieno di errori e refusi: l'editing è meglio farlo fare ai professionisti. In ultimo, se l'autore del libro che vi interessa e che state pensando di comprare ha un sito, dategli un'occhiata: se è pieno zeppo di link con offerte, carrelli e indicazioni su dove e come comprare non farà una bella impressione, mentre se si tratta di un sito educato e sobrio è possibile che cresca anche la curiosità di leggere. E voi, avete qualche altro trucco o vi affidate alle tecniche affinate con gli acquisti tradizionali?

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

3 Commenti
  1. Il mio è non leggere gli autori auto-pubblicati che mi contattano su Twitter chiedendomi di leggerli.