Snack? No, libri! A Pechino impazzano le biblioteche automatiche

Da tempo ormai, soprattutto in alcune stazioni metropolitane, sono presenti i distributori automatici di libri. Offrono di solito una scarsa varietà di scelta (immancabili gli ultimi di Moccia e Fabio Volo), ma per qualche euro ti permettono di dimenticare l’ascella pezzata del tizio che ti viaggia di fianco. Il che non è mai un male.

In Cina sono andati oltre. E se noi abbiamo delle piccole librerie mal fornite, loro hanno delle "piccole" biblioteche automatiche, ciascuna dotata di qualcosa come 400 libri che i lettori possono prendere in prestito e restituire 24 ore su 24, per un totale di circa 20000 libri ospitati in giganti distributori sparsi per tutta la capitale.

Il successo delle biblioteche self-service è stato immediato: ne sono nate 50 nell’ultimo anno e ne saranno installate altre 100 nei mesi a venire. Non solo: da quando sono comparse rappresentano la fonte del 31.63% di tutti i libri presi in prestito dalle biblioteche pubbliche del distretto di Chaoyang.

Ai lettori che intendono usufruire del servizio basta registrarsi presso una qualsiasi biblioteca cittadina al prezzo di 100 yuan (circa 13 euro). Tutto qui.

Certo, il rapporto con il bibliotecario di fiducia (per chi ce l’ha) è insostituibile, ma l’idea non è comunque da sottovalutare.
E chissà se in Italia un sistema simile potrebbe funzionare…

Valentina Simoni

Una laurea in giurisprudenza, ma da grande voglio fare la coccolatrice di akita. Dico cose che non dovrei dire. Scrivo cose che non dovrei scrivere. Leggo cose che non dovrei leggere. Feticista della grammatica italiana e lettrice compulsiva, bookaholic senza speranze, divoratrice di serie tv. Nel tempo libero ascolto musica classica, imparo a suonare chitarra e pianoforte e gioco a riordinare la mia libreria.

4 Commenti
  1. presa isolatamente sembrerebbe una trovata spersonalizzante però se fosse introdotta (oltre alle stazione) proprio a complemento delle buone vecchie biblioteche rionali aiuterebbe ad ovviare ai drammatici problemi di orario.. tipo quando attraversi mezza città per poi guardare basito un cartello che ti ricorda hai scelto l’unica mattina di chiusura, la giornata dello sciopero, il giorno delle pulizie di primavera..

  2. @a.: sono d’accordissimo con te. Soprattutto nei paeselli dispersi (tipo il mio), in cui la biblioteca è chiusa un giorno sì e l’altro anche e quando è aperta segue orari incompatibili con qualsiasi forma di vita lavorante/studiante, un distributore automatico sarebbe di enorme aiuto.
    Se non altro per permettermi di restituire i libri presi in prestito eoni fa (in uno dei rari momenti di apertura della suddetta biblioteca).
    Chissà. Prima o poi.