Spazi900, dove si incontrano i grandi della letteratura

Che le biblioteche debbano tornare a essere luoghi di cultura viva, presidi di socialità, spazi non solo di studio individuale, ma di confronto e di scambio intellettuale – soprattutto in un Paese in cui si legge sempre meno come il nostro –, è una convinzione non nuova. E qualcosa in questo senso sembra muoversi, visto che proprio oggi (ore 16) alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma si inaugura un luogo dedicato all’incontro tra passato e presente letterario: Spazi900.

Spazi, non Spazio, perché in effetti l’area espositiva si sviluppa in due parti: l’una, allestita permanentemente e dedicata ad Elsa Morante, l’altra destinata a mostre temporanee sul ’900. Il progetto è ideato dal Direttore della Biblioteca Nazionale Andrea De Pasquale e sostenuto dal Direttore Generale Biblioteche e Istituti culturali Rossana Rummo, con lo scopo di permettere a lettori e visitatori di recuperare un legame, spesso sempre più labile, con la letteratura del secolo scorso.

Il primo spazio è quello di Elsa Morante, e lo è nel senso più vero del termine. Infatti, grazie agli sforzi filologici a partire da vecchie fotografie e grazie a varie donazioni, all’interno di Spazi900 è stato ricostruito lo studio della scrittrice di via dell’Oca 27. Non solo i mobili e gli strumenti originali (come la macchina da scrivere), ma anche i dipinti del pittore americano Bill Morrow che la Morante teneva nella stanza, le sue collezioni di dischi e i suoi ritratti ad opera di Carlo Levi e di Leonor Fini. All’antico si affianca il nuovo, e con gli strumenti multimediali che permettono di sfogliare in digitale i manoscritti o guardare filmati il visitatore è catturato e partecipa attivamente all’”incontro” con la scrittrice.

Il secondo spazio, la Galleria, è invece destinato a esposizioni temporanee e per il momento (e fino al 31 maggio) ospita la mostra “900 in 8 tempi”. Otto tempi per conoscere gli autori che con la loro scrittura hanno lasciato un segno indelebile nella letteratura del XX secolo. Si comincia con Gabriele D’Annunzio e i suoi manoscritti di Alcyone, Francesca da Rimini, La figlia di Iorio, per proseguire con Pirandello e il suo Taccuino segreto, quadernetto di 90 pagine che costituisce un documento preziosissimo per analizzare gli abbozzi e gli appunti dello scrittore siciliano e osservarne il modo di procedere. Il terzo tempo vede protagonista l’avanguardia futurista di Fortunato Depero e Tullio d’Albisola, mentre la tappa successiva prevede l’incontro con due giganti della poesia novecentesca: Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale. Avvicinandosi ai nostri anni il percorso tocca la neoavanguardia (Pagliarani, Giuliani, Sanguineti, Balestrini, Porta) e la sperimentazione di Pasolini, per concludersi con la carica inventiva di Calvino. A ciascuno di questi nomi è legato un reperto, a volte più d’uno, proveniente dall’archivio della Biblioteca, che in questa occasione viene messo in mostra e condiviso con tutti. Anche in questo secondo spazio il supporto della tecnologia – dalle app scaricabili ai totem interattivi – permette un’esperienza coinvolgente e completa, che favorisce una fruizione nuova dell’opera letteraria.

Infine, proprio nell’ottica di promuovere una cultura viva e vitale, Spazi900 si propone anche come luogo di didattica per le scuole, circolo di lettura, centro di incontri letterari e di laboratori.

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

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