Stop alla piaga dei regali indesiderati!

Fare i regali mi è sempre piaciuto, quasi più che riceverli. E mi piacerebbe ancora, se non fosse che da quando ho un lavoro fisso in ufficio mi riduco sempre, come nel peggiore dei cliché piccoloborghesi, a fare shopping regalizio in corso Buenos Aires l’ultimo sabato prima di Natale: un’esperienza che, tra gomitate, brillantini che si appiccicano dappertutto, code chilometriche alle casse e commesse stravolte, chiunque si eviterebbe volentieri. Nonostante tutto, fino al momento in cui non cedo alla disperazione o all’isteria, cerco di scegliere con cura ogni singolo regalo, mi sforzo di abbinare in modo coerente oggetti e persone, faccio la tara tra mio gusto e gusto del ricevente. Insomma, è difficile che prenda cose a casaccio, solo per non presentarmi a mani vuote. Ecco, non perché io sia brava, ma mi pare di osservare in giro che invece non tutti spendono del tempo a riflettere sul fatto che il portacandela di plastica rossa satinata o il pupazzetto canterino di Babbo Natale si potrebbero proprio evitare. Ci sono anche quelli che comprano le meraviglie sopracitate con coscienza (ma senza il minimo intento ironico), e lì il momento dello scartamento è tremendo, perché ci si sente pure dire: «ci ho messo un sacco, ma alla fine ho trovato questo che mi sembrava proprio giusto per te».

Fatti con indifferenza e leggerezza, o al contrario con affettuosa incapacità, di regali orrendi ne abbiamo ricevuti a carrettate. Nella mia famiglia allargata abbiamo istituito per il giorno di Natale la tombola degli orrori, meravigliosa occasione per rifilare a qualcun altro cianfrusaglie e schifezze varie (naturalmente ricevute negli anni passati: non si può scartare il regalo a fine pranzo e un’ora dopo metterlo in palio). Se voi invece non avete modo di convincere i vostri parenti e amici a un’istituzione del genere, vi consiglio di fare un saltino in Germania dopo Natale, perché quest’anno potreste ringraziare la prozia Flora per quel centrino all’uncinetto. Dalla collaborazione con la casa editrice Bastei Lübbe e le librerie Hugendubel è nata infatti l’iniziativa di installare, tra il 28 e il 30 dicembre, una “macchina scambiaregali”, che trasforma gli obbrobri in libri. Praticamente, in quei giorni in cui si cerca di venire a capo di tutti i presenti ricevuti e ci si rigira tra le mani con amarezza l’ennesima tazza, sarà possibile inserire i doni non graditi in uno speciale distributore automatico e ricevere in cambio un titolo del catalogo Bastei Lübbe. Qualunque sia il valore del regalo inserito – che comunque non sarà gettato, ma destinato in beneficenza – il donatore potrà scegliere tra sette bestseller proposti dall’editore, tra cui compaiono anche due opere per bambini. Dove? Il 28 a Monaco, il 29 a Ingolstadt e il 30 a Norimberga, fuori dalle librerie Hugendubel.

L’idea è carina, anche se devo ammettere di non conoscere nessuno degli autori proposti, tranne Cassandra Clare (e solo di nome). Non so perciò se ci sia il rischio che, al sollievo nel gettare l’angioletto di ceramica, corrisponda lo sgomento nel ritrovarsi in mano il simil-Harmony della Foresta Nera. Ma in ogni caso vale la pena di tentare: se vi va storta, potrete sempre suggerire ai parenti che è ora di sostituire il tradizionale Risiko post panettone con un gioco geniale…

Silvia Banterle

Al contrario di tutto il resto del genere femminile, non vede l’ora di invecchiare, per poter finalmente essere acida come Emma Thompson in Saving Mr. Banks. A proposito, un attimo fa avete sbagliato a pronunciare, il suo cognome è sdrucciolo.

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.