Tavecchio scrive due libri, la Figc ne compra 60mila copie

(phorocredit: bbc)

 

Ce l'avete un amico scrittore? Sì che ce l'avete. Va bene anche un'amica, un cugino, una cugina, zii. Vanno bene tutti. Se avete rapporti con uno scrittore, preferibilmente esordiente e sconosciuto, vi siete senz'altro trovati in situazioni imbarazzanti o spiacevoli tipo ti va di leggere il mio libro? quando lo leggi mi dici che ne pensi? tua madre lo ha letto? oh, quest'anno ti ho svoltato il Natale, compri dieci copie del mio libro e hai risolto, sono o non sono un amico? E infatti la pubblicazione di un libro coincide di solito con il test dell'amicizia/parentela, da ambo le parti. Cominciano le liste nere, di quelli che non hanno comprato, non hanno mostrato interesse, o di quelli che ti hanno tartassato col loro libro e allora li blocchi su Facebook e su Whatsapp e gli dici al massimo che hai tanto da fare ma poi lo compri o che non ti piace leggere o che leggi molto lentamente quindi tanto vale non cominciare proprio. Ma passiamo ai fatti. Carlo Tavecchio ha scritto due libri. Carlo Tavecchio è il (discusso) presidente della Figc. La Figc ha comprato 60mila copie dei libri di Tavecchio. Tutti sono incazzati con Tavecchio e con la Figc.

Una delle due fatiche letterarie in questione è Ti racconto… il calcio, pubblicato nel 2012. È un racconto per bambini, in cui un nonno racconta alla nipotina la storia della Lega Dilettanti. Si sa che questi per l'editoria sono anni difficili, perciò tra una cosa e l'altra i libri di Tavecchio popolavano più i magazzini che i comodini dei lettori, allora lo scorso novembre la Figc è intervenuta comprandone 20mila copie, alla cifra (scontata) di 107mila euro. Come ha ricostruito Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano, l'escamotage per appioppare i libri è stato una delibera in cui le copie sono state acquistate dalla Federazione a 5,38 euro l'una (il prezzo di copertina recita invece 11 euro) senza che però venisse specificato il nome dell'autore. 

E non fate i soliti, su. Perché lo so che cosa volete dire. Che c'è conflitto di interessi, che non si fa, che mammamia in Italia facciamo sempre le solite porcherie e mammamia i libri li scrivono proprio tutti. Nossignore. Lotito, il presidente della Lazio, ha detto che non c'è nessun conflitto di interessi e che Tavecchio non ci guadagna un euro. Però Tavecchio è autore anche di un altro libro, La favola azzurra, dedicato ai Mondiali, di cui la Figc ha comprato 40mila copie. In realtà la faccenda di quali libri e di quante copie è un bel casino, perché come si legge su Repubblica c'è un'oscillazione dei titoli che confonde un po' tutto quanto. La cosa più chiara è che tutto è poco chiaro

Malagò, il presidente del Coni, ha detto che si tratta di un'operazione che «mediaticamente non ha prodotto risultati felici» e che si poteva evitare mentre Renzi parla proprio di «scandalo», perché i soldi pubblici si sprecano e d'accordo, ma sprecarli per comprare i libri di Tavecchio no. E poi una scocciatura del genere non ci vuole, proprio ora che Renzi è riuscito a imitare per la miliardesima volta Obama andando anche lui in libreria a fare lo splendido, mettendosi in fila per pagare il bottino racimolato alla Feltrinelli di Galleria Alberto Sordi e dimostrando che in Italia anche i politici (addirittura il premier) leggono un sacco. E, per dire, Renzi si è portato a casa mica libretti da poco, ma l'ultimo di Eco (perché le recensioni di Sesta arrivano lontano), George Saunders, Cheever e anche Scrivere è un tic di Piccolo, il che fa sospettare che Renzi a breve sforni qualche altro bel libro e che stia cercando ispirazione dai maestri. Conoscendolo, però, di sicuro non farà scivoloni come Tavecchio, che i suoi libri te li appioppa nel cesto natalizio in mezzo al torrone e allo spumante. Se Renzi fa il premier, fa il premier figo, e se Renzi fa lo scrittore, fa lo scrittore figo, perciò se Renzi scrive un libro, ce lo manda per email in formato ebook, così si spende di meno, Franceschini è contento, unlibroèunlibro e ioleggoperché. 

 

Andrea Camillo

Si è laureato in Italianistica per correggere i congiuntivi ad amici e parenti, ma sta ancora aspettando un cesto di Natale dalla Crusca. Nel frattempo scrive storie e finge di non annoiarsi troppo,

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