Ugo Riccarelli vince il Premio Campiello

Ieri sera, nella splendida cornice veneziana, al teatro La Fenice, é stato dichiarato il vincitore assoluto della cinquantunesima edizione del Premio Campiello.

Prima di entrare nel vivo di quello che è stata la serata, subito un'ottima notizia: lo si sapeva già da tempo, comunque, ecco, Bruno Vespa non è più il conduttore del premio Campiello. Poi io son sempre portato a pensar male, che sia rimasto a casa a scrivere l'ennesimo capolavoro letterario? Cose che è meglio non sapere. A sostituirlo, nella diretta di Rai5, il duo formato da Geppi Cucciari e Neri Marcorè.

Dicevamo, la finalissima, ieri sera, 7 settembre 2013, a conclusione di un percorso iniziato il 31 maggio con la selezione da parte della Giuria dei Letterati della cinquina finalista – occasione nella quale è stato assegnato anche il premio alla miglior opera prima Cate, io di Matteo Cellini – il romanzo di Ugo RiccarelliL'amore graffia il mondo con 102 preferenze della giuria dei lettori anonimi su 289 possibili, andate poi nell'ordine a Fabio Stassi con il bel romanzo L'ultimo ballo di Charlot, 83 voti; Giovanni Cocco, esordiente con la casa editrice Nutrimenti, una realtà piccola – e ne siamo contenti, rispetto ai soliti grandi nomi, con 47 voti totali con il romanzo La caduta; Beatrice Masini e il suo Tentativi di botanica degli affetti ottiene 36 voti e infine, ma secondo noi una posizione assolutamente ingiusta, con 21 voti Geologia di un padre di Valerio Magrelli.

Per la prima volta nella storia del premio Campiello, a vincere è stato un autore scomparso, infatti ricordiamo che Ugo Riccarelli se n'è andato il 21 luglio scorso. A rititare il premio è salita la moglie Roberta che ha dedicato questa vittoria alla protagonista del romanzo di Ugo, Signorina, che si erge a simbolo di tutte le donne.

Il premio alla carriera è stato poi assegnato ad Alberto Arbasino che, nonostante gli ottantatré anni, è risultato essere il più vispo e arzillo tra i protagonisti della serata. Da segnalare infine il vincitore del Campiello Giovani, Alberto Alarico Vignati, con il racconto Girasole impazzito di luce.

Buone letture.

Piccola nota del tutto personale: fosse dipeso da me, Geppi Cucciari si sarebbe trovata a correggere le bozze di Bruno Vespa già al quinto minuto di diretta.

 

Michele Danesi

È un temibile sociopatico. Da poco trasferitosi a Torino, lotta per il partito del maschio col ferro da stiro. Per lui non esistono limiti spaziali o temporali; quando non stira lenzuola, legge e scrive in continuazione: ha capito che in questo modo le persone evitano di parlargli. Nonostante questo, vive nell'insana consapevolezza di piacere agli altri.

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