Dio è morto ma i fumetti stanno bene

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Immagino che se avessimo avuto l’opportunità d’intervistare Woody Allen, ci avrebbe forse risposto così, proprio così: «Dio è morto, Marx è morto ma per fortuna i fumetti stanno abbastanza bene». E lo avrebbe detto riferendosi all’uscita, oggi stesso, di La vita secondo Woody Allen, che ha per sottotitolo La versione a fumetti del più grande umorista del Ventesimo secolo ed è pubblicato da quei bravi ragazzi di ISBN Edizioni.

Si tratta di 300 strisce di comics che hanno per protagonista proprio il nevrotico regista newyorchese, al secolo Allan Stewart Königsberg, disegnate da Stuart Hample (o Stoo Hample, come si faceva chiamare). Il libro esce a poco più di un mese dalla scomparsa del suo autore, celebre fumettista e autore di storie per bambini, e raccoglie una selezione delle strisce che Hample dedicò a Woody Allen dal 1976 al 1984 e che uscirono sui principali quotidiani statunitensi.

Non di fumetti si tratta, ma di una vera  e propria graphic novel, l’ultima uscita di Nottetempo: Parigi 22/45. La casa editrice diretta da Ginevra Bompiani riparte di slancio quest’autunno con la sua nuova collana "Il rosa e il nero" (di cui avevamo già parlato) e con la pubblicazione della sua prima graphic novel. L’autore è Dick Matena, fumettista olandese classe 1943, e la storia è ambientata nella Parigi della lost generation, dove un tal Jean-Paul Sartre incontra un certo Ernst Hemingway ed entrambi si fanno trascinare dalle e nelle vicende di una giovane e bella Eva. Sullo sfondo, una Parigi notturna e bohémienne che presto però sarà costretta ad affrontare il dramma della guerra, e una fauna di personaggi del calibro di Francis Scott Fitzgerald, Gertrude Stein, Pablo Picasso, Salvador Dalì e james Joyce. Può bastare?

eFFe

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eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

1 Commento
  1. Dio è grande.ed è vivo.i fumetti sono un fantastico mezzo espressivo terribilmente sottovalutato.alcuni dei più grandi artisti del nostro tempo sono fumettisti.