Dittatura Estetica?!

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“Il comma 28 dell’articolo 1 del disegno di legge sulle intercettazioni approvato ieri alla Camera estende anche ai siti informatici (blog compresi) le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali. In pratica un blogger amatoriale viene equiparato come responsabilità al direttore responsabile di un qualsiasi quotidiano nazionale” (Adriano Barone, sul suo blog).

La vita è noiosa. Cerca di farci ridere in tutti i modi, la vita, ed ecco che si ritrova presto a corto di barzellette. Allora, copia le battute. Per esempio, questa dei blog che diventano uguali ai giornali e dei giornali che diventano uguali ai blog, è un vecchio sketch di Corrado Guzzanti. Il solito, quello della Casa delle Libertà: “Facciamo un po’ il ca**o che ci pare”. Sono mesi che Finzioni si prodiga ad applicare questo atteggiamento – come dire – dionisiaco a una materia fin troppo soffocata dall’obbligo di dire la cosa giusta: la letteratura. Anzi, i discorsi sulla letteratura. Anzi, la lettura. Quello che la gente fa con i libri. Ci sono i Maestri e ci sono i Cialtroni, dice il Canone Letterario, ci sono i Grandi Libri e i Libri Inutili. Ci sono cose che non si possono dire, e altre che non si possono non dire. Non è vero, le tassonomie nascono già incancrenite, non vogliamo nè regola nè negazione: i Diritti e Doveri dei Lettori sono tutte fregnacce.

Insomma: possiamo dire un po’ quel che ci pare. Anzi, potevamo: da giovedì non possiamo più. Ragionamento: il valore di un libro è costruito dai discorsi dei suoi lettori, il valore di un disco è costruito dai discorsi dei suoi ascoltatori, non esistono “informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti”, quando si parla di libri (o di dischi): ho tutto il diritto di dire che Bob Dylan starebbe meglio morto, se deve andare in giro conciato a quella maniera. Posso anche scriverlo sul mio blog, o farci una nota di Facebook, o che ne so: parlo di musica e ne parlo come mi pare, la verità oggettiva sta di casa da un’altra parte, se Bob Dylan mi querela ci fa la figura del permaloso. Da giovedì, se uno mi querela perché scrivo che il suo libro (o il suo disco) è una porcheria, rischio di andare in galera. Il valore di un quotidiano non si costruisce a chiacchiere, come i libri o i dischi o i partiti: il valore di un quotidiano è dato dalla sua aderenza alla verità dei fatti. La stampa deve informare (sembra un’idiozia, ma sull’ambiguità del termine in-formare uno come Jacques Derrida ci ha perso del tempo). Non voglio unicorni galoppanti sulla spiaggia al tramonto, su un quotidiano: voglio la verità. La mia verità. E se non me la dai, ti denuncio. Ci toccherà dire la loro verità anche su internet. Che noia, la verità.

“La chiesa cattolica ha detto molte verità, ma l’idea geniale è stata averle dette da un balcone”. Questa l’ha detta Alessandro Fullin, il comico. Ah, ah. Ve ne vengono in mente altri che si sono affacciati a un balcone e hanno detto la loro verità alla folla e la folla è andata in delirio, perché la folla va sempre in delirio a un certo punto? Si chiamano dittature. Il prossimo passo sarà la Dittatura Estetica: si riunirà il Conclave dei Ministri della Critica, fumeranno bianco e manderanno il più scemo sul balcone a dire: “Popolo, ascolta. Questi sono i libri che devi leggere, questi altri no. Questi sono i dischi che bisogna ascoltare. Questi sono i film che devi avere visto, oppure devi dire che sono belli anche se non li hai visti. Questa è la verità. Se non la dici, ledi la reputazione dei soggetti coinvolti, e il Conclave dei Ministri della Critica ti farà un mazzo così”.

Lester Bangs se la ride nell’inferno dei fricchettoni: scrivere di musica, scrivere di libri, diventerà presto materia per avvocati, beato chi è morto con la macchina da scrivere. Un appello a tutti i musicisti/scrittori/attori che mi leggono: se scrivo boiate su di voi, per favore, dai, non denunciatemi. Lascio sempre la mia mail in fondo, non mettiamoci di mezzo gli avvocati: se secondo voi non ho detto la verità, parliamone, dai. La verità mi farà male, lo so.

Simone Rossi

simone rossi

simone rossi è uno scrittore a cui piace suonare.

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