Settimana pre Salone del Libro in Italia, settimana densa di notizie da un po’ tutto il mondo editoriale. 

Ad esempio, uno si distrae un attimo e Microsoft investe quei 300 milioni negli affari di Barnes & Noble. In particolare sul loro eReader Nook. Un tentativo di stare al passo con Amazon ed Apple, probabilmente. E un segnale che il mercato diventa sempre più interessante. E affollato. 
Poi, in chiusura di settimana, Jeff Bezos ci allibisce dicendo che i libri di carta non moriranno mai. Non foss'altro perché lui vende anche quelli. Speriamo che una voce autorevole come la sua possa servire a chiarire il concetto una volta e per tutte. 
 
Il tema della giornata è stato però un altro, il DRM. Da ormai 4 anni, infatti, il 4 Maggio è la giornata internazionale contro il DRM. L’iniziativa nasce da un’idea dell’organizzazione Defective by Design, costola della più famosa Free Software Foundation
 
Per chi non lo sapesse, il DRM è un sistema di protezione dei file che cerca di scongiurare l’uso illegale degli ebook. In teoria nulla di male, ma nella pratica queste protezioni rendono la vita difficile al lettore (e non solo). Anche senza entrare nel dettaglio sappiate che l'uso del DRM impone al lettore di dotarsi di un programma apposito per la lettura, di "iscriversi" ad un sito, di spostare il suo ebook un numero limitato di volte (prestando molta attenzione a come lo fa) e potremmo continuare. 
 
Lo sa bene chi legge in digitale: una volta imparato il meccanismo, tutto diventa facile. Ma per chi si avvicina per la prima volta ad un ebook il DRM è una barriera notevole. A meno che io non sia davvero motivato, perché dovrei affrontare tutto questo quando con un libro di carta ci faccio quello che voglio? 
 
La risposta è che in digitale ci trovate tantissime cose che in cartaceo ancora non si possono fare. Perché senza DRM moltissimi degli ebook che abbiamo letto finora non sarebbero esistiti in digitale. Perché ci sono tanti editori che rilasciano i loro ebook con protezioni più leggere, lasciando da parte i timori. Perché questo è un momento e passerà, speriamo. Ma deve essere un momento che serva a tutti per sperimentare e capire (proprio oggi, ad esempio TOR UK ha deciso di abbandonare il DRM). Se è così allora possiamo venire a patti anche noi lettori. Accettiamo la sfida, portiamo pazienza ma non smettiamo di far presente che ci aspettiamo di più. E di meglio.