È morto Andrea Zanzotto

Ritratto di Paolo Steffan

Si è spento oggi, all'ospedale di Conigliano Veneto il poeta Andrea Zanzotto, che da qualche giorno aveva raggiunto il traguardo delle nove decine ma che a riguardo aveva ben poco da dire, perché «per dire parole che valgano la pena bisognerebbe almeno averne 900 di anni». Era nato il 10 ottobre del 1921 a Pieve di Soligo, ed è considerato uno dei più grandi poeti italiani contemporanei.

È difficile riassumere un autore in poche righe. Si potrebbe parlare della sua vita o della "poetica", ma si resterebbe sul vago; si potrebbe proporre una lista di "opere principali", ma sarebbe forse ancora più vago perché un elenco di titoli non dice pressoché nulla. La cosa migliore consiste nel pubblicare qualche verso, qualcosa come:

Sono andato laggiù col fiume,
in un momento di noia le barche
le reti si sono lasciate toccare
ho toccato la riva con mano.

e magari vi è venuta voglia di scoprire qualcosa di più su di lui, magari avete qualcosa da copiaincollare su Facebook. Riassumere un autore è difficile, riassumere un poeta è impossibile. Quest'anno il Nobel per la letteratura è andato a un poeta celebrato all'estero, sconosciuto in Italia. La verità è che fare poesia in Italia frutta meno di andare in giro per il bagnasciuga romagnolo col metal detector: sapendo ciò, è incredibile quanti sono i poeti italiani.

Fate un favore a Zanzotto: procuratevi un libro di poesia, uno qualunque. Stampatevi questa pagina e andate in biblioteca e cercate un libro che abbia almeno uno di questi nomi sul dorso. Magari non vi piacerà, quindi prendetene un paio di scorta e leggeteli.

La Redazione

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

3 Commenti
  1. Condivido il breve e vivo messaggio di questo conciso articolo. E’ un po’ quanto ho cercato di dire anche io attraverso quanto scritto nel mio articolo e detto ad amici e alla radio oggi.
    Bisogna leggerlo, quest’autore, non ciarlare sul nulla! Ché l’Italia ha poeti giganteschi, vivi o da poco morti, ma i veri morti sono i lettori!
    Cordialmente,
    PS