Ebook Hype! (2/5)

 Attualità & Approfondimento / Ebook Hype! (2/5)

Se ieri parlavamo di formati e DRM, oggi parliamo di lettori, perchè non si dà ebook senza ereader (o meglio: si dà, ma è come avere una tanica di benzina e non avere la macchina). E le cose cominciano a farsi complesse. Allora permetteteci un piccolo consiglio: volete approfondire? Saperne di più? Indagare nei meandri dell’universo ebook come una novella Enterprise ai confini dello spazio? Bene, allora seguite i nostri link, e soddisferete tutte le vostre curiosità! 

Un’altra domanda che toglie il sonno ai nostri lettori è: «che ereader comprare?». In effetti il mercato comincia a fornire una scelta piuttosto vasta – senza considerare smartphone vari e iPhone, che pure sono in grado di leggere ebook – e questo può generare imbarazzo, soprattutto in virtù della molteplicità di formati ebook che abbiamo visto. La nostra risposta, da lettori voraci quali siamo, è chiara: dipende da che uso vogliamo farne.

Un buon e-reader deve consentirci di leggere comodamente i nostri libri o le riviste e i giornali: questo è il dato di partenza. Se poi fa anche il caffè e lo fa buono tanto meglio, ma non è per quello che lo compriamo. E qui sgombriamo subito il campo da un falso dilemma, rappresentato da due nomi altisonanti: iPad o Kindle? L’iPad non è fatto SOLO per leggere libri, fa ANCHE quello e lo fa discretamente, posto che non vi passiate davanti le ore. Il Kindle è progettato esclusivamente per leggere, e quel poco altro che fa torna utile ma non è esattamente eccezionale. La differenza principale, per noi lettori, sta nello schermo: retroilluminato il primo – e quindi potenzialmente stancante nel lungo periodo -, basato su tecnologia eInk il secondo, molto più riposante per gli occhi.

Tra i criteri per la scelta di un buon ereader quello della qualità dello schermo diventa primario, insieme alla capacità di leggere più formati – ma non è il solo, si capisce. La capienza della memoria, la presenza o meno di uno schermo touchscreen o di una tastierina comoda, la possibilità di prendere appunti e apporre segnalibri, e soprattutto la facilità con cui si possono acquistare contenuti online e trasportarli sul lettore stesso. Del resto, se da una parte possiamo usare l’ereader per leggerci quelle tonnellate di manuali in pdf che negli anni abbiamo scaricato dalla rete, dall’altra non vorremo certo privarci della possibilità di acquistare l’abbonamento a una rivista specializzata e trovare l’ultimo numero automaticamente e comodamente depositato nella memoria del nostro lettore. Nè quella di acquistare per due soldi i grandi classici della letteratura, non è così?

Come dicevamo, la scelta sul mercato si è fatta ampia. Tanto ampia che fra qualche mese sembra che saranno a disposizione anche i primi lettori a colori, per la gioia di chi legge fumetti o testi pieni di grafici e tabelle. In Italia i produttori e i rivenditori si stanno organizzando per fronteggiare il periodo natalizio, che sarà il vero banco di prova delle nuove tecnologie di lettura. Ma qui bisogna aprire una parentesi e fare un passo indietro: quella degli ebook e dei rispettivi lettori è una cultura che nasce negli Stati Uniti e solo da poco è sbarcata sulla penisola; questo significa che è dall’altro lato dell’Atlantico che le tecnologie, gli usi e in generale i paradigmi di diffusione degli ebook si sviluppano. Lo stesso vale allora per gli ereader: chi volesse comprare un Kindle o un Nook (il lettore di Barnes & Noble) deve importarlo dall’America e pagare i relativi costi di spedizione (anche se Amazon.co.uk, la centrale inglese del colosso americano, ha fatto sapere che per Natale abolirà tali spese!). Il mercato italiano, per il momento, offre lettori interessanti, ma che hanno il non irrilevante difetto di costare un bel po’ di più rispetto ai concorrenti statunitensi: se fate un giro sui principali siti di vendite online, non troverete nulla al di sotto dei 200 euro, circa il doppio dei lettori statunitensi. E senza nemmeno considerare i 500 euro – minimo! – che bisogna sborsare per un iPad.

Insomma, avete voglia di provare e non sapete quale scegliere? Date allora un’occhiata alle centinaia di recensioni che si trovano sulla rete, persino su YouTube. E quando avrete scelto il vostro lettore, ricordate quello che diceva Stephen King: quello che conta è la storia!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

6 Commenti
  1. Beh, l’eink (Kindle, Sony, Nook) è quanto di più vicino ci possa essere, chi lo ha usato ne è rimasto entusiasta. Non sarà mai la stessa cosa di un libro perchè non è la stessa cosa (tautologia?). Tu l’hai provato?

  2. Sì, e in effetti la sensazione che sia carta c’è, ma non per la risoluzione. Per intenderci, se guardi questo post http://www.bit-101.com/blog/?p=2750 noterai come dal Kindle 2 al Kindle 3 le cose siano cambiate notevolmente, in meglio e in peggio: nessuno dei due Kindle ha dei veri e propri pixel, ma nel Kindle 3, pur essendo migliorato notevolmente il contrasto, è peggiorato l’effetto pixel e le curve dei caratteri sono più spigolose.

  3. Si, ma se ingrandisci di 400 volte! Più che la risoluzione io mi preoccupo della stanchezza degli occhi. Lo stesso discorso poi, lo puoi fare con un’edizione Einaudi, per dire, e un tascabile chessò, Newton, dove questo sembra stampato 200 anni prima… Ora usciranno quelli a colori, staremo a vedere! Ma se questo è il cammino, e fuor di ogni entusiasmo, non potranno che migliorare.

  4. Serve un ingrandimento di 400 volte per vedere un blocco alla Super Mario, ma per notarlo basta la grandezza naturale. E proprio perché lo stesso discorso lo puoi fare tra un Einaudi/Adelphi/Meridiani e un Oscar/BUR/Newton che ha un valore. Se compro un Adelphi non lo pago come un BUR e voglio una qualità superiore al BUR. Con questo non dico che l’ebook sarà la fine della lettura — figuriamoci! —, ma solo che voglio aspettare un po’ prima di entrare in questo mondo sventolando i miei 200€.