Ebook Hype! (5/5)

 

Attualità & Approfondimento / Ebook Hype! (5/5)

Verrebbe quasi da parafrasare Rutger Hauer nelle scene finali di Blade Runner: «Io ne viste cose che voi lettori non potreste immaginarvi: ereaders che preparano succulenti caffè aromatizzati, ebooks letti con la voce di Marlon Brando, editori lungimiranti prendere il sole sulle spiagge di Giove ed editori incompetenti soffiarsi il naso con tomi di mille pagine…».

Come sarà il futuro della lettura? Bella domanda, che non ha una ma tante risposte, a seconda non solo dei gusti e delle preferenze di ciascuno hic et nunc, ma anche in relazione alla capacità di visione degli addetti ai lavori, delle dinamiche che assumerà il mercato dei libri e delle possibilità che la tecnologia metterà a disposizione. Dunque il destino della lettura – o meglio, delle molteplici pratiche di lettura – si giocherà all’interno di un triangolo i cui vertici saranno per l’appunto le preferenze dei lettori, gli interessi del mercato e lo sviluppo della tecnologia. Tre cose, si capisce, indissolubilmente legate.

Proviamo a immaginare qualche scenario (occhio, abbiamo detto "immaginare", e questo significa che non sta scritto da nessuna parte che le cose che seguono dovranno accadere per forza…):

1) Come dicevamo ieri, la lettura diventa sempre più "social" – a dei livelli davvero impensabili fino a pochissimo tempo fa. Per esempio, si potrebbe leggere un ebook e grazie alla connessione internet vedere chi, nel tuo network di amici, sta leggendo lo stesso testo e a che pagina è arrivato. Oppure registrare un’annotazione vocale su un particolare paragrafo o frase, e metterla a disposizione delle altre persone del proprio network. Qualche giovane rampante ha pensato bene di suggerire queste cose a Steve Jobs e Jeff Bezos (i boss di Apple e Amazon), nella speranza, magari, di essere assunto…

2) Essere "social" significa anche essere interattivi. Si può cioè interagire con un ebook in modo da ottenerne molte più informazioni di quelle che normalmente si ottengono dalla semplice lettura: statistiche, approfondimento su personaggi o situazioni o luoghi, riferimenti a temi o problemi relazionati (nel caso della saggistica, soprattutto); oppure si può addirittura partecipare alla costruzione di una storia suggerendo o scegliendo soluzioni, contesti, stili. Insomma, il concetto non nuovo di fan fiction (o communal fiction, come dicono forse in maniera più azzeccata i Wu Ming) declinato in maniera innovativa grazie ai nuovi devices.

3) Date le caratteristiche principali degli ebook – l’assenza di peso e la possibilità di farli girare sulla rete – assume un’aura del tutto nuova l’idea stessa di biblioteca. Robert Darnton (uno storico americano famoso per aver scritto un libro su un massacro di gatti avvenuto nella Francia del Settecento… le vie misteriose che prende il successo…) ha immaginato un futuro in cui esista il corrispettivo digitale della Library of Congress: l’ha chiamata "National Digital Library". Una biblioteca aperta a chiunque abbia un computer o un lettore connesso in rete, un deposito enorme di informazioni e cultura, insomma una vera e propria manna per il genere umano (chissà cosa ne avrebbe detto Borges…). E’ chiaro che i problemi da risolvere sarebbero tantissimi e di ordine diverso (tecnologico, finanziario, legale etc) ma la visione di Darnton ispira anche un certo moderato ottimismo, soprattutto considerando che passi in questa direzione vengono già presi: gli Olandesi, per esempio, stanno digitalizzando ogni loro singolo testo prodotto dal 1470 a oggi, i Francesi hanno destinato 750 milioni di euro alla digitalizzazione del loro patrimonio culturale (si sa, la grandeur francese…) mentre i Giapponesi, per la stessa cosa, stanno spendendo 12,6 miliardi di yen.

[Piccola nota polemica: mentre in Italia le biblioteche pubbliche sono costrette a cercare sponsor esterni o a farsi regalare – paradosso dei paradossi – i libri dai lettori…]

Queste sono solo alcune possibilità per il prossimo futuro. C’è chi ne discute da tempo ormai (anche in Italia), e chi invece non ne vuole sapere niente, rifugiandosi in una dubbiosa "estetica della carta", ma facendo così un gioco subdolo e pericoloso, visto che libri cartacei e ebooks non sono in concorrenza gli uni con gli altri, ma al contrario si rafforzano a vicenda. Se immaginiamo che fra qualche anno tantissime persone possiederanno un ereader (così come accadde per i telefonini, per i lettori mp3 e di recente per i vari iPod e iPad) possiamo ben sperare in un’aumentata diffusione del sapere e della cultura. Che male non ci fa. Non è uno scenario poi così strampalato visto che molti segnali sembravano muoversi in quella direzione. Noi di Finzioni ce lo auguriamo.

eFFe

 

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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