Ecco perché leggo!

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Ieri, sulla scia di quanto stava avvenendo nella parte anglofona di Twitter, abbiamo pensato di lanciare il nostro piccolo sondaggio sul perché la gente legge. Niente di che, ci siamo limitati a tradurre in Italiano l’hashtag #whyIread, e cioè #percheleggo (senza accento, più veloce da scrivere!), e l’abbiamo diffuso su Twitter e su altri social network. Insomma ci interessava sapere le motivazioni dei lettori italiani, di quelli a cui vogliamo bene e per i quali facciamo questa rivista.

E i risultati delle prime 24 ore sono davvero belli, fatecelo dire. Talmente belli che abbiamo deciso di riportarli tutti qui di seguito, ringraziando tutti quelli che, su Twitter o altrove, hanno risposto alla domanda "perché leggo?". E visto che va tanto di moda, anche noi facciamo il nostro elenco (ah, si tratta solo di quelli che hanno usato l’hashtag in Italiano, perché se avessimo riportato anche gli italiani che hanno usato quello in inglese non sarebbe bastata una giornata).

 imago_mundi:  Leggo per essere libero. Leggo per il piacere che mi procurano i modi in cui le parole riescono ad esprimere pensieri e sentimenti. E perché mi piace!!

radionirica:  leggo perchè di sto Mondo bisogna sempre leggere le istruzioni 

i_cesco:  Perchè non c’è arma nè strumento più forte delle pagine di un libro

mauropalermo: Non lo so, l’ho sempre fatto. Da bambino fumetti e poi libri e libri. Mi piace. Leggere è una delle ragioni per cui vivere.

aurifio: Di solito per il piacere di leggere, a volte per imparare da chi scrive, altre perché non mi riesce di scrivere. Per mettere a tacere la bruciante esigenza di capire, scoprire e conoscere sia me, sia ciò che è altro da me. 

luigimilani: Leggo per crescere.

simonsiren: Per sfamare la mente… Per patire la fame con Arthur Gordon Pym, per vivere le sette generazioni dei Buendìa, per volare con Jonathan Livingston… 

140types: Per estraniarmi dalla realtà, per passare il tempo durante i viaggi, per farmi incontrare Morfeo 

mydemian: Perchè leggere mi rilassa, mi estranea, mi incuriosisce, mi appassiona, mi fa crescere, mi sazia, mi fa compagnia.

stellecadenti:  Perché non posso permettermi di essere rovinato dai party.

littleSbee: Per vivere mille vite. Perché io possa dire "Ma allora non sono l’unica" di fronte a certe sensazioni. Per vivere mille vite.

Jojaonline: perché leggere è come viaggiare. apre la mente. 

Kawakumi: Perchè la cultura è cibo per la mente e per l’anima! 

silviakrysal: perchè sì. 

ilariadefilippo: leggo per immaginare la mia vita in un’altra epoca, e perchè, su tutti, fa bene alla mente 

enricovignali: perché sì

mafaldabrasil: perché un libro ti fa sentire in compagnia anche quando sei in solitudine

vicentchilet: è il modo più piacevole di capire e imparare. E quando ciò accade, la lettura diventa felicità 

Chiaracaffe: leggo come antidoto alla noia, alla tristezza, all’insonnia

ascolipersempre:  leggo per vivere

Pillina: per avere l’impressione di parlare con un adulto (la maternità logora…)

FrancisPacavira: Leggo per sognare  sogno per vivere

tittirossa: per piacere, per amare, per viaggiare, per volare, per sognare, per odiare, per godere, per ridere, per piangere, per vivere

FleeOut:  leggo per sognare, per dimenticare per andare oltre…lontano

El_Pinta: Leggo perché non poteri fare altrimenti 

Davidone74: leggo per ritagliarmi il mio momento quotidiano di evasione mentale da tutto e da tutti!

SuperEgoVsMe:  perché vorrei scrivere! 🙂 in realtà perché esistono numerosi libri che mi hanno salvato la vita. 

MonicaTedde: per amore 

E finiamo con Facebook, dove Francesco D’Ambrosio ha molto simpaticamente scritto: «Perché volevo provare anche io la prima volta. Poi ho cominciato a drogarmi sul serio. Prima con roba leggera, poi con quella pesante. Mi fa sentire "pieno". Anche quando la "roba" non è buona, devo finirla, perché ne sono assuefatto. Una volta mi sentii male con Alberoni. Quello, ad esempio, non sono riuscito a farmelo tutto. Con Finzioni vado in overdose 🙂»

Continuate a farci sapere perché leggete, siamo curiosi!

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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