Editori, fidatevi dei blogger

Domenica a pranzo mia zia di settantasette anni si ostinava a pronunciare la parola "blogger" con la g dolce come gelato (ci avete mai provato? Credo sia uno dei suoni più fastidiosi che abbia mai sentito).

In un'Italia dove non si riesce quasi nemmeno a dire correttamente questi termini, come si può avere fiducia nei blogger? Come si può far capire che non tutti sono bimbiminkia che si sfogano con il mondo sulle liti coniugali, la ricetta dell'anatra all'arancia venuta male o improbabili dissertazioni politologiche? (con tutto il rispetto per la categoria, intendiamoci).

I blogger letterari – o book blogger, perché a noi gli anglicismi ci piacciono – stanno conquistando lentamente un loro spazio, tanto che persino gli editori si accorgono di loro. Ogni tanto pure noi Finzionici andiamo a far finta di essere persone serie, vedi recenti appuntamenti digitali come Librinnovando ed Ebookcamp.

Fa quindi piacere che un editore come Marsilio proponga ai blogger di tutta Italia di recensire i loro libri. Un ebook in regalo – scelto fra due proposti da loro, le nuove uscite La donna in gabbia di Jussi Adler-Olsen e Blacklands di Belinda Bauer. – ai primi 100 blogger che rispondono all'iniziativa. Unico requisito: pubblicare almeno un post a settimana ed essere attivi in rete da oltre un anno.

C'è da prevedere un bel sold out. In attesa delle prossime repliche (che si spera non tardino ad arrivare).

Marta Traverso

Gossip blogger, bonsai all'ombra della Lanterna, vagabonda dei social media

9 Commenti
  1. scusate, ma dove sta la novità? tutti gli editori sono disponibili a dare ai blogger le loro opere; anzi, spesso vanno a cercarsi i blogger più qualificati e li contattano per sapere se sono interessati a ecc. mi sembra solo una trovata pubblicitaria, per giunta lasciando ai blogger il compito di chiedere. o forse è l’e-book a rappresentare il plus? (noi mandiamo e-book o libri, secondo richiesta e preferenza)

  2. @Cristiano
    non si tratta certo di una novità, è vero. Ma è anche vero che da nessuna parte nel pezzo si afferma che lo sia. Che io sappia, questo genere d’iniziative partivano più spesso dai rivenditori (store online soprattutto) che dagli editori. Se un aspetto innovativo c’è, è quello della trasparenza e dell’orizzontalità: i libri non vengono spediti a blogger “di fiducia” o ad amici-di-amici o a blogstars. Ma a chiunque abbia un blog aperto da almeno un anno e pubblichi almeno un post a settimana. E al di là dell’aspetto promozionale – giusto interesse di ogni editore – quello che ci è piaciuto di questa iniziativa è proprio tale approccio. Molto in linea, sia detto en passant, con quanto andavamo sostenendo nel tanto vituperato Libretto Rosa. Se Autodafé volesse mettere in atto iniziative ispirate agli stessi criteri, ci troverebbe solidali al suo fianco.

  3. anche Iperborea manda da anni libri ai blogger e pensa all’ebook. Quindi sono d’accordo con Cristiano (la critica non è all’articolo ma semmai a Marsilio. Molte case editrici lo fanno e da parecchio, e non solo sui gialli)

  4. anche Iperborea manda da anni libri ai blogger e pensa all’ebook. Quindi sono d’accordo con Cristiano (la critica non è all’articolo ma semmai a Marsilio. Molte case editrici lo fanno e da parecchio, e non solo sui gialli)

  5. @Clara

    tu affermi che Iperborea da anni manda libri ai blogger. Non ne dubito. Per curiosità, mi diresti a chi li manda? Ho dato un’occhiata al vostro sito, e da nessuna parte ho trovato un invito, o comunque la notizia che i blogger possono richiedere i vostri libri per recensirli. Idem sulla vostra pagina Facebook. Il vostro account Twitter, presumo, è di recente formazione, contando in questo preciso momento solo 323 tweets. Non so nulla della vostra newsletter perchè non vi sono iscritto.
    Cosa desumere da tutto ciò? Che se da anni mandate libri ai blogger è evidente che siete voi a selezionarli a monte. Il che non è certo disdicevole, si tratta di una scelta, suppongo. L’iniziativa di Marsilio parte, mi pare di capire, da una prospettiva più aperta e trasparente. E se lo scopo è quello – come si dice oggi – di “fare community”, a me sembra assai più efficiente, perchè non crea nicchie, ma al contrario, apre a una maggiore partecipazione dei lettori.
    Trasparenza, apertura, dialogo. Quando gli editori ne faranno i criteri portanti del loro lavoro, allora, come dicevo, ci vedranno al loro fianco.

  6. in realtà vengono mandati tranquillamente a chi li chiede. Marsilio ne mette 100 a disposizione, non è sempre selezione? Mettere un avviso sul sito o su facebook permetterebbe di ricevere richieste ogni volta e per qualunque cosa (vi assicuro che non poca è la gente che chiede libri gratis, e quelli sono costi…). Invece chiunque scriva una mail poi riceve una risposta, e fino ad ora è stata comunque positiva, limitatamente solo alla nostra fornitura in magazzino.
    Mah, continuo a non vedere né la novità né l’innovazione. Cito Iperborea ma sono sicura che ce ne siano altre.
    Non so dirti neppure i nomi dei blogger perché non sono giornalistici o testate o simili. La selezione la noto anche in questa iniziativa, non vedo “community” apertissima. Ma solo a 100. Anche se presi a caso è comunque limitata.

  7. comunque io non lavoro per Iperborea, perché dal tuo commento mi sembra di capire che mi vedi dentro i meccanismi editoriali, ma non è così. Ho fatto uno stage e io stessa rispondevo alle richieste di libri, tutta qui la mia esperienza!