Esotouric, un viaggio letterale nella Los Angeles noir

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Attualità & Approfondimento / Esotouric

Cosa contribuisce a formare l’anima di una città? I suoi abitanti, certo, il folklore, e poi le vicende storiche a cui fa da sfondo. Ma per una certa morbosità insita nella natura umana anche i suoi crimini, che a volte vanno anche a incrociare le traiettorie della storia, diventando materia fertile per la mitopoiesi romanzesca o cinematografica. Los Angeles si presta proprio come il crogiolo perfetto. Nel 1947, in pieno boom dello studio system hollywoodiano, la città registrerà l’assassinio di un giovane attrice attirata come una falena dal luccicante mondo del cinema: quella donna era Elizabeth Short, meglio conosciuta come la Dalia Nera. A cinquantuno anni di distanza, il suo omicidio è rimasto ancora insoluto, aleggiando come foschia su una metropoli baciata dal sole della California.

È qui che quella foschia è diventato The Black Dahlia, prima fortunato romanzo noir di James Ellroy nell’87, discreta pellicola di Brian De Palma poi. Ed è qui che il padre dell’hard-boiled Raymond Chandler ha ambientato Il grande sonno e molti racconti noir, dichiarando così il suo amore per questa immensa città. Sono stati loro due, assieme poi a John Fante, Charles Bukowski, James M. Cain e bluesman come Tom Waits a circondarla di un’aura speciale riempiendola con le loro storie.

Per chi non si accontenta però di un buon romanzo e vuole respirare l’atmosfera che ispirò i romanzieri di cui sopra, basta andare a Los Angeles e chiedere di Esotouric, una serie di tour letterari condotti da scrittori, amanti della letteratura, clown e se avete fortuna addirittura da James Ellroy stesso. Il sabato si può scegliere tra due gite di quattro ore ciascuna su Raymond Chandler: una visita a Frank & Musso, il ristorante dove scrisse Il grande sonno e dove ne Il lungo addio anche Philip Marlowe si ferma a mangiare qualcosa oppure una capatina alla prigione di Lincoln Heights, studiata a fondo dall’autore prima di ambientarvi l’incarcerazione del private eye ancora ne Il lungo addio. Ovviamente non mancano le visite all’abitazione dello scrittore a Santa Monica e un giretto per il Westside che in Blues di Bay City si guadagna la sua brutta reputazione.

L’idea di Esotouric, neanche a farlo apposta, è venuta a una coppia di fan della crime-novel: Richard Schave e sua moglie Kim Cooper. Tutto è partito dal blog dedicato alla Los Angeles criminale del 1947 che lei pubblicò tre anni fa. Il blog si concentrava soprattutto sulla morte della Dalia Nera e quando i lettori hanno cominciato a chiederle di vedere i luoghi in cui si erano consumati omicidi e torture, Kim e suo marito hanno affittato un bus per soddisfare la loro curiosità. Nel giro di tre anni, quel tour improvvisato è diventata un’impresa turistica che offre dodici visite diverse alla Los Angeles letteraria e non solo. Se da una parte infatti ci si incamminerà per i negozi battuti da Arturo Bandini-John Fante, magari fermandosi prima a bere un goccetto al negozio di liquori dove si fermava anche Bukowski – il  Pink Elephant -, dall’altra, prima di ammirare il Postal Annex Terminal dove “Pancia di pietra” ha raccolto materiale per il suo Post office, Esotouric accompagnerà i suoi turisti letterati nella Los Angeles della musica: dallo studio artistico Vito’s, che racchiude ancora i ricordi dei primi Byrds, alle stazioni radio, ai club e ai negozi di dischi in cui sono maturati personaggi come Phil Spector e i Love, senza ovviamente dimenticare le strade che hanno ispirato Tom Waits.

Andrea Rinaldi

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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