Di memoria, indignazione e qualche libro

Questo post in realtà è una scusa.

Se avete fatto un giro in libreria di recente avrete sicuramente notato – di solito è sullo scaffale delle novità o vicino alla cassa, visto il suo piccolo formato – un libriccino rosso con un grosso punto esclamativo sulla costa. Si tratta di Indignatevi! di Stéphane Hessel, ex partigiano ed ex diplomatico francese, oggi novantatreenne tutto sale e pepe, che in patria ha venduto ben due milioni e passa di copie. Nei quotidiani della domenica, lo avrete senz'altro visto in cima alle classifiche anche in Italia.

Ebbene lo scorso maggio, al Salone del Libro di Torino, la casa editrice che l'ha portato in Italia – Add Editore – ha avuto la bella idea di chiedere a chi passava dal suo stand di scrivere su un post-it i motivi della sua indignazione. La parete si è riempita in fretta, come testimonia la foto qui sotto.

Ora tutti quei post-it – e questa è la notizia – sono diventati un ebook dal titolo Indignati (con l'accento sulla a), che si può acquistare alla modica cifra di 1 euro su Bookrepublic. L’intero ricavato della vendita sarà devoluto ad Acmos un’associazione torinese che si occupa di volontariato, impegno sociale, promozione della legalità e della partecipazione consapevole. Proprio una bella idea: un libro fatto da lettori, un libro che serve davvero a costruire qualcosa di utile e importante.

Ma vi avevo detto che questo post è solo una scusa.

Sì, perché tutto questo parlare d'indignazione, di partecipazione popolare (ora poi che sembra siano tornate molto in auge, in Italia, in Spagna, in Grecia…) mi ha fatto venire in mente che proprio dieci anni fa, di luglio – quando di ebook davvero non ne parlava nessuno – un sacco di gente manifestava la sua indignazione e tante altre cose per le strade di Genova. E insomma, checchè se ne pensi, è un anniversario importante.

Quelli di Becco Giallo, una casa editrice che pubblica "fumetti d'impegno civile", faranno uscire a fine mese un volume nella loro collana di biografie dal titolo Carlo Giuliani. Il ribelle di Genova e sul loro sito si possono già vedere alcune tavole. Una bella maniera di ricordare una storia triste, per rinfrescare la memoria di quei giorni difficili.

Memoria e indignazione, infatti, vanno sempre di pari passo.

Non è un caso che in rete già da un po' si moltiplichino le iniziative legate al ricordo dei giorni del G8 genovese. Un'associazione di Busto Arsizio che si chiama 26per1, per esempio, ha già lanciato da qualche tempo una proposta: voi mandate loro le vostre memorie su quei giorni, e loro ci fanno un ebook. Se siete su Twitter, invece, basta seguire l'hashtag #ioricordo e poi dare un'occhiata al blog relativo (che è interessante, anche se non ho ben capito chi lo gestisce).

Morale: a partire da Schegge di Liberazione degli amici barabbisti fino a Indignati, le tecnologie dell'editoria digitale si stanno felicemente prestando a un (self-)publishing che chiamerei di base, nel senso che dava a questa parola il vecchio Partito Comunista. La base ora pubblica da sola e lo fa anche molto bene. Editori, occhio: i lettori del mondo si stanno unendo.

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

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