La Digiteca di Finzioni #19

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Giorgio Faletti, Tre atti e due tempi (Einaudi, € 6,99, Adobe DRM)

Comico, attore, cantante. Danza classica e funambolismo a parte, Giorgio Faletti ha fatto praticamente di tutto. E quando è uscito Io uccido – tributo italico a Jeffrey Deaver, con una strizzata d'occhio al primo Pupi Avati –  ovunque si è sentito l'urlo al capolavoro. 

E come disse Buffon quando l'Italia perse la prima amichevole giocata dopo Germania 2006, "dopo si può solo fare peggio". 

Il paragone calcistico non è buttato lì a caso, perché proprio intorno al campo da pallone è ambientato Tre atti e due tempi, il suo esordio in casa Einaudi. Il protagonista si chiama Silver: ex pugile, ex galeotto, capo di magazzino in una squadra di provincia e padre della punta di quella stessa squadra (nonché capocannoniere della serie B). 

Una piccola città lombarda dove "in realtà Facebook è sempre esistito", che riproduce nel piccolo quel calcioscommesse che negli ultimi tempi ha fatto notizia più dei campionati. A pochi giorni dal match decisivo per il passaggio in serie A i soldi girano, ci scappa pure il morto e Silver è il solo che può sbrogliare la situazione. Soprattutto dopo aver scoperto chi c'è dietro a tutto questo.

Marta Traverso

Nicola Lagioia, Occidente per principianti (Einaudi, € 6,99, Adobe DRM)

Di Occidente per principianti, uscito la prima volta per Einaudi nel 2004, non avrebbe senso fare una recensione ordinaria, se ne trovano mille in rete e vi risparmio la fatica di cercarle: Tiziano Scarpa ne ha parlato diffusamente su Nazione Indiana.

Dal canto mio, leggendolo in ebook ho creato diversi segnalibri parlanti, e che riguardando ora sono capaci di raccontarmi brevemente la trama:

  • ghost  writer;
  • scrive  pezzi per raccomandati RAI;
  • descrive  la Tobin Tax (tema recente, tra l'altro!);
  • ricerca il primo amore di Rodolfo Valentino;

e così via.
Un libro del genere – così ricco di informazioni anche dettagliate sugli argomenti più disparati, si va dal G8 di Genova al crollo delle torri gemelle, alla descrizione di un sito stomachevole che andava di moda consultare anni fa e che, scopro ora, esiste ancora (rotten.com) – non può che far pensare al suo autore come persona onnisciente e capace di spaziare da un campo all'altro pur mantenendo il lettore incollato al principale filo conduttore della narrazione. 

Nicola Lagioia è quindi estremamente abile. Punto. 

E uno dei vari segnalibri (al 20,53% del file) l'ho chiamato 'TOP'. Perché in poche pagine è descritta la condizione (comica e consapevole) di un giovane dottore in legge, automunito, colto e preparato, ma contemporaneamente eterno stagista, flessibile, servo quando serve, e paragonato al padre che davvero non sa spiegarsi perché lui, che ha studiato meno della metà del figlio, riesce a guadagnare un sacco di soldi vendendo bottiglie di spumante.

Ecco, vale la pena leggerlo anche soltanto per questo.  

Stefano Drago

La Redazione

Menino vanto altri delle pagine che hanno scritte; il nostro orgoglio sta in quelle che abbiamo letto

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