Anche gli eBook meritano una libreria

Photo credit: WinVaria

Tra le ultime novità legate al mondo dei libri digitali abbiamo scovato l'uovo di Colombo. Un'idea semplice, ma forse è proprio quella che aiuterà il digitale a uscire dal ghetto. Si tratta di un servizio proposto da WinVaria, per la vendita degli eBook nelle librerie.

 

È molto semplice: il lettore dovrà andare in una libreria che fornisce questo servizio e comprare l'eBook, riceverà così una mail con il link dal quale scaricarselo. Sono già oltre mille gli editori che hanno aderito… quasi tutti!

 

Niente di più semplice, con la comodità di poter pagare in contanti, e la soddisfazione di dare i nostri soldi a un libraio, dove possiamo annusare e toccare (ma non dovremmo), anziché ad Amazon!

 

Da parte loro i librai avranno un catalogo più ampio, una fetta più grande di mercato da gustarsi e nessun costo di stoccaggio, né problemi di reso o giacenza: un guadagno piccolo, ma completamente netto. Tra l'altro, non dovranno sobbarcarsi l'incombenza di imparare cosa sia un eBook e come funziona un eReader: il software fa tutto da solo.

 

È necessario fare due considerazioni, infatti questo argomento non è facile da affrontare: c'è ancora tanta diffidenza verso il mondo dei libri digitali.

 

C'è chi li accusa di non essere dei veri libri, di essere freddi e di voler colonizzare il mondo dei lettori seducendoli con i loro prezzi più bassi (più o meno) e con la loro praticità. Ma al di là delle opinioni personali e delle fazioni, per un lettore un libro rimane un libro, in qualsiasi formato si presenti: un libraio non vende forse libri? Perché precludersi proprio la fetta di mercato dalla quale ci si sente più minacciati, quando si potrebbe cavalcare l'onda ed evitare di affogare?

 

Il fatto è che il calore che può darci un libro dipende soprattutto dalle parole che contiene, e da quello che ci racconta. Quindi perché continuare a segregarli negli eBook-stores? Perché non dargli una volta per tutte la dignità che si meritano per quello che trasportano e aiutano a diffondere?

 

Se la prima considerazione era volta a sensibilizzare i lettori e coinvolgerli nella lotta contro la segregazione degli eBook, la seconda tocca un altro argomento: la crisi delle librerie.

 

Sarà pur vero che gli sconti e la comodità di farci recapitare a casa gli acquisti è un'opportunità dotata di un discreto fascino, ma una pratica tanto diffusa come lo showrooming ci insegna che le persone amano andare in libreria. Bighellonare tra gli scaffali, sbocconcellare alcune pagine delle ultime novità, accappottarsi sui banchetti delle offerte e fare quattro chiacchiere con il libraio.

 

Le librerie sono un luogo di socializzazione letteraria, come le biblioteche, i festival, i saloni e i salotti, le redazioni e alcune classi di alcune scuole e alcune università (in questi posti gli eBook ci sono già).

 

Ebbene, gli eBook hanno bisogno di un libraio, che parli di loro ai lettori che li valorizzi e dia loro la dignità che meritano (nei casi in cui la meritano, ma questo discorso vale anche per i libri di carta). Inoltre la possibilità di venderli nelle librerie darà anche alle case editrici digitali, quelle che più di tutti hanno fiducia negli eBook, una nuova opportunità di incontro con i lettori.

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

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