Test finzionici sul nuovo NOOK GlowLight

Non so se avete sentito che il 30 Ottobre è uscito il nuovo eReader Barnes&Noble, il NOOK GlowLight. Parliamone un attimo.

Riassunto delle puntate precedenti: Barnes&Noble ha fatto parecchio parlare di sé quest'anno, tra crolli finanziari e figuracce. Il retailer inglese, che non ha saputo stare al passo coi tempi digitali né con i device né con il marketing, ha subito un devastante calo nelle vendite del proprio eReader NOOK, al punto tale da mettere a rischio tutta l'azienda. Ecco perché, per salvare baracca e burattini, B&N ha pensato bene di appaltare la produzione del NOOK.

Partendo da questo presupposto, possiamo procedere e cercare di capire com'è, cos'ha di diverso, se è un device che varrebbe la pena acquistare per leggere i nostri eBook, o se B&N ha fatto un altro clamoroso buco nell'acqua. Diamo il via ai test finzionici.

La cosa che ci interessa di più, in quanto lettori, è senza dubbio il display: è dotato di sovrailluminazione omogenea e anti-glare e, prendendo pari pari la tecnologia combinata e-Ink Carta + Regal del nuovo Kinle Paperwhite, il NOOK GlowLight supera ampiamente i diottria-test di Finzioni. L'interfaccia è stata modificata in modo da essere più intuitiva, con una sezione alle letture correnti ad acesso immediato, così come una barra degli stumenti sempre visibile, per tornare al menu in qualsiasi momento senza sditazzare a caso tutto lo schermo nel tentativo. Perfetto, scemo-test finzionico superato.

Passiamo all'aspetto: il nuovo NOOK GlowLight è tutto bianco, in netto contrasto rispetto a tutti gli altri device di nuova generazione. PIù che una scelta di stile, questa è una pura e semplice scelta semiotica di marketing. Diteci voi se è ammiccante abbastanza, o se il bianco vi rimane comunque un po' tamarro: Finzioni figo-test superato o no? Il device è bello arrotondato e rivestito di silicone sul retro, così da dare l'impressione di essere quasi morbido. Altra feature interessante: il GlowLight pesa il 15% in meno del Kindle Paperwhite. Insomma è bianco, tondeggiante, morbidoso e leggero: una nuvola? Perché leggere ti manda la testa tra le nuvole? Benissimo, anche il Finzioni semiotica-del-marketing-test è superato.

Il NOOK GlowLight è uscito di serie con una memoria potenziale di 2000 eBook, cioè il doppio degli altri eReader. Non perdiamo tempo chiedendoci a cosa serva tanto spazio, e andiamo avanti. Ingordo-test finzionico superato (ma non è detto che ciò sia bene). Molto interessante è la proposta di B&N sulle letture suggerite: Amazon e Kobo (e un po' tutti insomma) utilizzano perlopiù algoritmi basati sul genere e sull'autore, consigliando eBook in pratica del tutto simili a quelli che già possediamo. B&N ha portato sul NOOK una novità, ovvero dei consigli di lettura semi-personali: in base all'esperienza decennale dei librai Barnes&Noble, gli eBook suggeriti rifletteranno non solo i gusti di genere/autore dei lettori, ma saranno come "filtrati", per proporre solo buone letture, e non testi poveri nella trama e tristi nello stile. Un gran valore aggiunto, questo del tocco umano: quello che tutti gli aficionados della libreria indie criticano alle piattaforme online è la mancanza di calore, acume ed umanità, dati solo dall'esperienza del libraio che ti conosce da vent'anni e ti telefona a casa quando gli arriva l'ultimo di Carofiglio e sa che tu lo devi leggere ora. Il Finzioni lei-è-molto-umano-test è superato (non male, per un'interfaccia).

Tirando le somme, il NOOK GlowLight sembra rientrare nei parametri finzionici del buon eReader. Questo, però, non proponendo molto di innovativo e/o originale rispetto agli altri eReader in commercio. Il GlowLight è un patchwork delle migliori features disponibili sul mercato, con un nuvola-design ed un lato un po' umano. Ma attenzione, perché spesso il tutto è più della somma delle parti: forse il nuovo NOOK GlowLight ha davvero un valore aggiunto rispetto agli altri eReader, un qualcosa di più accessibile. Forse questo non basterà a rendere il device seriamente competitivo con Kindle e Kobo (è presto per dirlo), e forse nemmeno rappresenterà la svolta economica che salverà il didietro di B&N, ma di certo apre una piccola breccia nel mondo della lettura digitale, un sentore di familiarità.

O ci siamo fatti abbindolare dal marketing come gatti da un puntatore laser?

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

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