Biblioteche e eBook, una storia di non amore

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Sapete quando si diceva che l'eBook avrebbe soppiantato il libro di carta? Era uno scherzone.

E sapete quando si parlava dell'eLending come della nuova isola felice per il libro digitale? Con il mega trionfo di OverDrive e l'entusiastico report di Library Journal che battezzava il 2015 anno d'oro dell'eLending, abbiamo creduto che tra eBook e biblioteche fosse l'inizio di una lunga amicizia; pensavamo che fosse amore, invece era un calesse. Tutte queste citazioni dal mondo del cinema per dire che l'eBook in biblioteca piace ai lettori, ma non ai bibliotecari, e quindi pare che quella dell'eLending sia un'isola tutt'altro che felice.

La notizia arriva da una ricerca di mercato condotta dalla solita American Library Association insieme a Book Industry Study Group; lo studio si intitola Digital Content in Public Libraries: What Do Patrons Think? e i risultati sono sorprendenti per chi, come noi, stava tenendo d'occhio la situazione dell'eLending oltreoceano. 

Dalla ricerca pubblicata qualche mesetto fa era emerso che praticamente tutte le biblioteche statunitensi possiedono un succulento catalogo digitale, e le prospettive dell'eLending sembravano decisamente rosee. Però dei dei circa 2.000 bibliotecari intervistati per la ricerca di ALA e BISG solo il 25% ha prestato libri digitali nel 2015, e ancora meno (il 9%) sono quelli che hanno prestato degli audiolibri. I bibliotecari non sono nemmeno troppo contenti della qualità dei loro cataloghi digitali: il 90% degli intervistati è soddisfatto del proprio catalogo cartaceo, mentre solo il 51% lo è anche di quello digitale. Ora, visti i dati un po' discordanti delle due ricerche, sarebbe utile quantomeno capire su quante biblioteche si è basato lo studio del Library Journal, in modo da verificarne la significatività (peccato che questo dato non sia presente nel resport…).

Comunque il problema, manco a dirlo, sono i soldi. A una biblioteca mantenere un catalogo di eBook che mediamente si aggira intorno ai 10.000 titoli costa tanto, troppo. Della questione si era occupata la nostra Sara a tempo debito, adesso basti ricordare che il ricarico per l'editore è tipo del 500% rispetto al normale prezzo di vendita. Perché tanta cattiveria? Semplice, un eBook prestato in più è un eBook acquistato in meno, e nonostante i DRM lo spettro della duplicabilità impedisce ancora agli editori di dormire sonni tranquilli; come se non bastasse, la biblioteca ha un numero limitato di check-out per i titoli digitali, e superata questa soglia deve ricomprare l'eBook. Si tratta del classico cane che si morde la coda: alla biblioteca avere un buon catalogo di eBook costa troppo, e chi ci rimette, come sempre, è il lettore che si trova una scelta limitata di titoli, e forse per questo non approfitta appieno del servizio. 

Peccato, perché gli utenti delle biblioteche americane sembravano entusiasti dell'eLending! Per fortuna ci sono aziende come Hooplache fornisce alle biblioteche contenuti digitali con una modalità "pay-per-read", per cui la biblioteca paga il titolo solo se e quando il prestito ha luogo. In effetti Hoopla si sta espandendo in silenzio ma rapidamente, passando nel giro di pochi mesi da un catalogo di 13.000 titoli offerti a una manciata di biblioteche a un catalogo di più di 350.000 titoli, con un relativo aumento delle biblioteche che hanno deciso di appoggiarsi ai suoi servizi. 

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