C’è bisogno di capire

Ecco, quando succedono cose del genere uno è particolarmente contento di poter diffondere notizie e informazioni. La notizia è questa: stamattina l'editore 40k ha pubblicato un ebook dal titolo Viaggio nella grande crisinato da una collaborazione con delle penne importanti del quotidiano torinese La Stampa: si tratta di una serie di articoli che spiegano l'orgine e lo sviluppo della crisi finanziaria ed economica che attanaglia l'Occidente da quasi quattro anni, da Lehman Brothers al governo Monti, come recita il sottotitolo.

E in sè sarebbe una notizia interessante, e per diversi fattori: per il prestigio degli autori coinvolti; perché all'ebook si accompagna anche una narrazione video di webstoriesperché con questo ebook si apre una collana dedicata all'analisi delle questioni di attualità; perché torna in auge il formato del long articles, degli articoli di approfondimento, come segnala Giuseppe Granieri (la lucida mente dietro quest'operazione) sul suo blog; perché i confini tradizionali tra cronaca e approfondimento sembrano svanire di fronte all'esigenza di un'informazione di qualità. Ma a questi motivi se ne aggiunge un altro, assai sorprendente: appena uscito, l'ebook ha letteralmente scalato, in una manciata di ore, le classifiche di vendita, tanto da piazzarsi al primo posto sullo store di Apple iBookstore. L'immagine in alto parla chiaro: l'ebook di La Stampa è al di sopra di mostri sacri come Stephen King, Murakami e anche di fenomeni delle vendite come Ibrahimovic e Fabio Volo.

Che significa tutto ciò?

Secondo me due cose, intimamente legate l'una all'altra. In primo luogo tra i lettori sembra esistere un forte desiderio – in questi tempi così instabili – di capire cosa sta succedendo, e di orientarsi tra gli allarmismi di un'informazione indegna di questo nome. Se questo è vero, si apre allora uno spazio nel mondo editoriale per un tipo di informazione che scavalca i generi tradizionalmente intesi (cronaca, giornalismo d'inchiesta, approfondimento, ricerca accademica) e così facendo incontra il bisogno di sapere e di capire dei lettori. In secondo luogo, tale incontro è favorito dalle possibilità del digitale: il prezzo basso dell'ebook, la rapidità di produzione, l'ampiezza della distribuzione e la facilità di circolazione, sono tutti fattori che ne fanno, per ciò che riguarda l'informazione e la ricerca, una pratica di liberazione.

Non dico che sia così. Dico che può diventarlo.

eFFe

eFFe

eFFe sarebbe un antropologo, ma ha lavorato come lavapiatti, professore, pubblicitario, ghost-writer e sandwich-man. Di conseguenza non crede che un uomo possa essere definito dal lavoro che fa, ma solo da come lo fa.

1 Commento
  1. L’e-book, nuovo (relativamente) soggetto generazionale informatico: economico, non tattile, moderno, veloce.
    Il libro, soggetto tradizionale: oneroso, piacevolmente odoroso (a chi piace), tangibile, romanticamente classico, lento.
    Mi sono venute in mente queste differenze più immediate; amo sia l’uno che l’altro formato ma distinguerei le tematiche.
    I classici, per me sono sempre in forma fisica, mentre gli info-prodotti li preferisco in digitale. La coesistenza è per me d’obbligo.