Di libro in libro, senza leggere

Partendo da un articolo dell'economist, qualche giorno fa in rete si è discusso di "ansia da tablet", ovvero quel fenomeno tale per cui avendo tanti e-book in un solo posto si continua a saltellare da uno all'altro rischiando non finirne nemmeno uno. 

Il fenomeno capita anche coi libri cartacei, ovvio. Il signor Lettore Forte non ha mai aspettato di finire un libro prima di buttarsi sul successivo. Anzi, avere l'imbarazzo della scelta è una di quelle cose che riempiono noi lettori di gioia. Ma avendo in mano un oggetto che, non solo ti permette di passare in un secondo da un volume all'altro, ma addirittura di andare "fuori" a comprare qualcosa di nuovo, non si finirà col perdersi un po' di concentrazione per strada? 

Ovviamente il rischio c'è, è vero. Ma è altrettanto vero che il lettore digitale è un tipo sveglio, uno che ha già sperimentato il pericolo del "link su link" e ha quindi imparato a difendersi dall'eccesso di divagazione. 

E voi, pionieri dell'editoria digitale che possedete un e-reader, cosa ne pensate? Avete notato una certo aumento della "dispersione libraria" o era peggio quando l'altro libro non lo iniziavate nemmeno perché era lontanissimo (nella stanza affianco, per dire) o perché lo avevate scordato a casa o perché in valigia proprio non ci stava?

 

Margherita Caramatti

Conosciuta anche come Maggie. E' nata con la passione per i libri e cresciuta con quella della tecnologia e del uéb, oggi cerca di unire le due cose e farne una professione.

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