eBook in biblioteca: ed è subito polemica

Photocredit: mykansaslibrary.com

È ufficiale: la presenza di eBook nelle biblioteche, cioè l'e-Lending, in Inghilterra non sta andando particolarmente forte. Editori e librai sono estremamente riottosi all'idea, spaventati dal rischio che un servizio del genere potrebbe cannibalizzare i canali di distribuzione tradizionali, nonché il caro vecchio libro cartaceo. E a causa di queste resistenze (gli editori non mettono a disposizione i titoli, nessuno investe per far sì che la gente sappia che questo servizio esiste) l'e-Lending in Inghilterra non prende il volo, e tra i libri prestati dalle biblioteche inglesi solo il 5% sono eBook. 

Stavolta, schierati su due fronti opposti, vediamo OverDrive e la Booksellers Association: OverDrive, che non a caso è una delle più importanti piattaforme che veicolano contenuti digitali per le biblioteche, difende l'iniziativa e afferma che gli eBook in prestito non hanno assolutamente nessun impatto sul ruolo e sui guadagni di editori e librerie. Peccato che per dire questo si basi su dati risalgono a ottobre 2012, che non è la preistoria ma non è neanche così vicino. Dall'altra parte c'è il CEO della Booksellers Association, Tim Godfray, che paventa le pericolosissime conseguenze dell'e-Lending: meno persone che comprano libri, sì, ma anche meno persone che vanno in biblioteca, dato che l'eBook se lo possono anche scaricare da casa. I suoi timori si fondano sui dati: il 39°% delle persone che hanno usufruito di questo servizio hanno dichiarato che probabilmente non sarebbero andati in libreria, e il 37% ha detto che difficilmente avrebbe acquistato un libro cartaceo.

Dire che l'e-Lending non porterebbe alcun cambiamento nel modo in cui i lettori fruiscono i libri è sicuramente una… cercherò di essere fine… scempiaggine che OverDrive dice per tirare l'acqua al suo mulino; dubito anche che gli eBook in prestito salveranno il patrimonio culturale; ma il motivo di tutta questa resistenza resta oscuro. Che gli utenti di una biblioteca possano avere la versione digitale non significa che non usino il servizio, solo metteranno piede in biblioteca meno spesso: e non mi pare una tragedia, anche nelle librerie gira meno gente perché ci sono gli store online. Quanto alla presunta diminuzione delle vendite, lo stesso discorso andrebbe allora fatto per il prestito di libri cartacei: anche quelli diminuiscono il traffico nelle librerie e gli acquisti di libri. Per non parlare dei servizi di abbonamento come Oyster, con cui si può avere accesso a un ampio catalogo di eBook pagando una cifra mensile irrisoria. Il problema non è nelle mosse di marketing di OverDrive o nelle percentuali di gente che dice che probabilmente non andrà in libreria perché tanto c'è la biblioteca che presta gli eBook. L'e-Lending non è che l'ennesimo risvolto del cambiamento verso il digitale che sta investendo il mondo (dell'editoria, ma non solo), e in questi contesti sopravvive solo chi è in grado di adattarsi. A tal proposito, come sempre, l'editoria statunitense si mostra un po' più propensa al cambiamento, e il 95% delle biblioteche americane dispongono di un catalogo di eBook.

E nel Vecchio Continente? Se ne parlerà giusto domani e dopodomani  al convegno E-lending in Italia e in Europa. Dati, prospettive, evoluzioni, organizzato a Trento da MediaLibraryOnLine (MLOL per gli amici), che altro non è che il primo network italiano di biblioteche pubbliche per il prestito digitale.

 

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