eBook pricing | Storia di un bicchiere mezzo vuoto

Ciò che state per leggere nasce da un pensiero che Frank Luby, ex giornalista che ora fa il consulente di prezzi, ha espresso durante la conferenza OnCopyright 2014, tenutasi al Copyright Clearence Center di New York proprio ieri.

Interpretando il suo pensiero sto per dire che la questione del prezzo degli eBook è una questione semiotica.

L'identità dell'eBook è stata costruita attraverso il paragone con i libri di carta. La differenza maggiore tra i due è data dal fatto che uno è un oggetto fisico e l'altro no.

Un eBook non è fatto di carta né di plastica o silicio, è impalpabile, più di certi assorbenti dell'ultima generazione.

Un eBook lo leggi e basta.

È questa affermazione, apparentemente innocua, il punto cardine della questione: che altro ci si dovrebbe mai fare con un libro se non leggerlo? Il libro dovrebbe servire a questo, non ad arredare casa.

Ma il libro può essere anche più di un semplice supporto per la lettura: può essere un simbolo.

Tereza, la compagna di Thomas in L'insostenibile leggerezza dell'essere, andava in giro con in mano Anna Karenina, perché la faceva sentire importante, le permetteva di definire la propria identità. Chi ha conosciuto Tereza sa quanto fosse fragile e capisce quanto avesse bisogno di aggrapparsi a qualcosa. Quel libro era un'ancora per la sua identità.

Ma non possiamo considerare tutti i libri come un simbolo. Anzi, nella vita di un lettore la maggior parte dei libri sono solo libri, anzi, sono solo storie, idee, pensieri impalpabili.

La voglia di leggere è data soprattutto dal desiderio di immergersi in una storia, o di saperne di più su un argomento e può venire all'improvviso. Può venire a casa durante un temporale, o mentre facciamo la fila alla posta o in segreteria all'Università (le file migliori le ho fatte lì).

Cosa fai quando ti viene voglia di leggere ma non hai un libro a portata di mano e non puoi andare a comprarlo, per via del temporale, o per non perdere la priorità acquisita?

Ecco, qui torniamo a Luby e alla sua teoria. Prendi il tuo Kindle, Kobo, iPad, Tablet, Smartphone… o qualunque cosa sia. Ti connetti in rete, acquisti l'eBook che ti pare e te lo leggi, lì su due piedi.

eBooks are terribly misnamed, — dice Luby — they’re not a product. They’re a reader service.

L'eBook è un servizio!

L'eBook è un comodo, pratico, semplice, veloce servizio che l'editoria offre ai lettori (a quelli che comprano i libri per leggere le storie, non ai poser, agli insicuri o agli arredatori di interni).

Per il marketing ognuno di questi aggettivi viene solitamente associato a un valore concreto. Secondo Luby però non è possibile che la somma di tutti i vantaggi che il libro digitale, come servizio, offre ai lettori sia pari a all'attuale prezzo degli eBook!

In poche parole la questione del pricing è una questione semiotica. Alcune grandi aziende, come Amazon, che nasce come venditore di libri non come editore, hanno valorizzato gli eBook come alternativa economica al libro di carta, in questo modo l'eBook significa molto di più per quello che non è rispetto al libro cartaceo e molto meno per quello che può offrire ai lettori.

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

2 Commenti
  1. Concordo pienamente sul fatto che il valore del libro è il suo contenuto: quindi non importa in che formato lo leggi. Di recente, sulla FB di Caffeina, rispondendo alla provocazione “e in libreria che ci metti, i file digitali?”, rispondevo appunto che la lettura non è possesso né mostra, ma piacere puro e fine a se stesso.
    L’avvento degli ebook, ad una lettrice forte (e compulsiva) come me, ha permesso di leggere fino ad 8 libri al mese con soli 20 euro di spesa, e parlo di libri di qualità, saggistica, narrativa contemporanea, biografie, nobel e pulitzer.
    Se si attaccano gli ebook, si dovrebbero attaccare anche le biblioteche, che offrono libri gratis a tutti: sapete quanta gente legge solo libri presi in prestito dalle biblioteche perché non può permettersene l’acquisto? E, tapini, non rientrano neanche nelle statistiche dei lettori, solo perché non acquistano libri e non li tengono in bella mostra nelle librerie di casa.
    Meno fuffa e più lettura, ragazzi!