Editoria 3.0: il self-publishing di successo

Il nuovo biglietto da visita, ai tempi dell'Editoria 3.0? A quanto pare, il self-publishing!

E chi lo dice? James Altucher, autore dell'ebook Scegli te stesso, un saggio che in America sta avendo grandissimo successo, perché cerca di infondere fiducia e positività, insegnando alle persone a guardare il mondo di oggi con occhi lucidi e realisti. Per  far fronte alla crisi, che colpisce tanti settori della nostra vita, il consiglio di Altucher è: scegliti! Ovvero punta tutto su te stesso e vedrai che le cose gireranno nel verso giusto! 

Altucher è un personaggio interessante, un ΠΟΛΫΘΡΟΠΟΝ (polutropon) del 2013: imprenditore di successo, investitore, programmatore, giocatore di scacchi, et dulcis in fundo, persino scrittore! 

Reduce del grande successo di Scegli te stesso, primo in classifica su Amazon, nella categoria saggistica, Altucher, nel suo ultimo articolo, su TechCrunch, analizza le dinamiche dell'Editoria 3.0 e spiega quali sono i vantaggi dell'autopubblicazione, soprattutto in ambito digitalMa facciamo un piccolo passo indietro per ripercorrere velocemente le ultime fasi dell'editoria: 

  • Al tempo dell'Editoria 1.0, la pubblicazione avveniva attraverso la mediazione di un editore tradizionale. E basta!
  • Durante l'Editoria 2.0, è nato il fenomeno dell'autopubblicazione: un modo facile, economico e veloce per vedere la propria opera pubblicata in bassa qualità. Alla portata di tutti, il self-publishing di prima generazione ha portato fin troppi prodotti, diciamo poco curati, per non dir altro! Risultato: over pubblicazione, saturazione dell'offerta e, soprattutto, tanta perplessità da parte dei lettori sul self-publishing!
  • Oggi! Editoria 3.0: work-in-progress! Questa fase sta iniziando ora e permetterà sempre di più agli autori di autopubblicare le proprie opere con maggiore cura editoriale e grafica, grazie alle nuove figure professionali indipendenti. Editor, designer e responsabili marketing, oggi sono sempre più svincolati dalle case editrici e, quindi, disponibili a collaborare anche su progetti di self-publishing. Sicuramente è un percorso più costoso, ma porterà ad ottenere migliori risultati anche in termine di successo e vendite. 

Altucher mette subito in chiaro una cosa importante: la distinzione oggi non è più tra editoria tradizionale e self-publishing, ma piuttosto tra editori professionisti ed editori improvvisati. Ciò che conta, infatti, è la qualità del prodotto finale, e spesso, anche un editore tradizione può incorrere in pubblicazioni di scarsa qualità. 

Ma, dunque, quali sarebbero i vantaggi del self-publishing, secondo il guru dell'autoaffermazione a 360 gradi?

Innanzitutto, l'autopubblicazione consentirebbe maggiori possibilità di accordo sui diritti d'autore, e quindi, maggiore controllo sulle vendite. In soldoni, più guadagni! 

Altri aspetti degni di nota del self-publishing: maggiore controllo sulla progettazione e sui contenuti editoriali della propria opera, accorciamento delle tempistiche di pubblicazione e scelta del proprio pubblico. 

E come si può arrivare ad autopubblicare un best seller?

E' fondamentale saper organizzare bene la promozione del libro. Prima della pubblicazione, bisogna saper scegliere il titolo e il design giusto, in base alle reazioni di tester.

Dopo l'autopubblicazione, è importante mettersi subito al lavoro per costruire la propria piattaforma di lettori. Come? Rimanendo semplicemente se stessi, parlando e scrivendo sui social, blog e siti con onestà. Ci vuole tempo e continuità, ma i risultati, alla fine, si ottengono. 

Manuela Raganati

Per Appsmob cura e scrive "MagiKites", una collana digitale di libri illustrati per bambini, disponibile su App Store. Lavora nel settore mobile. Tra app, iPhone e tablet, coltiva il suo sogno: scrivere. Seguitela anche su BHO...BLOG, SardiniaDreams e su Hey Kiddo!

7 Commenti
  1. Mi piace molto questo approccio serio e fiducioso nel self publishing di qualità, al quale strizzo l’occhio anch’io.

  2. Ciao Sandra, sì, anche a me piace molto! Ci vogliono tante finanze e tanto tempo, come dice Altucher, bisognerebbe diventare imprenditori di se stessi… e non è comunque facile di questi tempi! A piccoli passi, con tanto coraggio, e moltissima buona volontà, però, si può arrivare lontano… e questo è un plus di questi tempi 3.0! Grazie per il tuo intervento, a presto.

  3. Quanto al contenuto non preoccupatevi, non conta assolutamente nulla. Potete tranquillamente appaltarlo (anzi outsourciarlo) a qualche fallito che non ha puntato su se stesso e quindi ha un mucchio di tempo libero a disposizione per scrivere mentre voi fate cose più appaganti…

  4. sarebbe bello, e l’autoproduzione seria è pratica nobile, ma la verità è antitetica: solo un libro pubblicato da un editore serio, collegato a un distributore serio, con una tiratura minima abbastanza significativa, ha una qualche possibilità di affermazione. Se poi parliamo di credibilità, la selezione editoriale è ancora essenziale. Il resto sono pie illusioni, mitologie internettiane, buzz fasulli messi in giro dalle aziende di self publishing.

  5. In Italia, forse le cose stanno ancora così, ma guardando un po’ più in là, fuori dai nostri confini, si possono analizzare casi di successo, che possono essere interessanti esempi di self-publishing, utili a chi, invece, pensa che ci possano essere altri modi di pubblicare e comunicare ai propri lettori, oltre all’editoria tradizionale, che, SIA CHIARO, non dovrebbe mai tramontare!!!