Il futuro delle librerie indie, Amazon Source e altre riflessioni

Si discute spesso del futuro delle librerie indipendenti al tempo in cui internet sembra volersi imporre come mercato unificato e unificante.  Le risposte sembrano non trovarsi, e le proposte appaiono talvolta più simili alle minacce.
In questi mesi in cui tante librerie indipendenti, da Nord a Sud, ci stanno lasciando – ne abbiamo parlato qualche tempo fa qui – questo problema diventa sempre più urgente.

Ancora una volta dare uno sguardo agli Stati Uniti potrebbe rappresentare uno spunto per riflettere su quanto sta accadendo a casa nostra.

Quando si parla di ebook store on line è impossibile non parlare di Amazon, infatti è quello che sto per fare: Amazon ha lanciato il progetto Source.

Offrire alle librerie indipendenti la possibilità di vendere i vari modelli del Kindle in cambio di alcuni vantaggi è, infatti, la proposta fatta da Amazon.

Le librerie aderenti al progetto Source potranno scegliere tra due opzioni: vendere gli e-reader e i tablet con un piccolo sconto, guadagnando quindi poco dalle vendite ma ricevendo il 10% del prezzo di ogni ebook comprato su quel dispositivo; oppure potrebbero vendere i Kindle con uno sconto maggiore, guadagnando di più nell'immediato, rinunciando però a qualunque percentuale sulla vendita degli ebook.

Una cosa simile l'ha già fatta la canadese Kobo, le librerie indipendenti possono vendere il Kobo ricavandone il 5%, in seguito guadagnano tra l'8 e il 18% sulla vendita degli ebook.

Questo genere di iniziative genera pareri contrastanti. I librai indipendenti sono generalmente ostili ad Amazon in particolare e alle vendite in digitale in genere, anche a causa di certi comportamenti che si stanno diffondendo relativi all'abitudine di acquistare on-line, come lo showrooming.

A quanto pare il progetto non sta riscuotendo un grande successo, per ora solo JJBooks ha accettato di inserirsi nel programma pilota.
Il primo ordine non comporterà alcun rischio per i negozianti al dettaglio, i prodotti invenduti verranno riacquistati da Amazion fino a sei mesi dopo il primo ordine, senza penali.

Secondo il Vice-Presidente Russ Grandinetti, questa iniziativa rappresenterà una svolta per i lettori che potranno acquistare libri digitali senza abbandonare le loro amate librerie indipendenti. I librai indipendenti non se la bevono però; a quanto pare, non pensano che entrare nel business di un colosso come Amazon possa aiutarli a risollevare le sorti della loro attività.

Il problema della chiusura delle librerie è sempre grave, e probabilmente non saranno due aziende come Amazon o Kobo a dare una mano ai librai.

Sicuramente, però, il futuro del libro non è più solo di carta, anche in Italia il mercato degli ebook sta crescendo; è giunto il momento di darsi da fare per trovare soluzioni intelligenti.
I librai indipendenti non devono temere il digitale anzi, farebbero meglio a sfruttarlo sia per attirare clienti, che non smetteranno mai di apprezzare il rapporto umano che si instaura con una persona che condivide con te la passione per la lettura, che per modernizzare il proprio sistema di vendite e fare spazio tra i loro espositori ai libri digitali.

Quella dell'ebook non è una sfida solo per gli editori, ma anche per i librai indie che dovranno mettere da parte la diffidenza e cercare nuove soluzioni.

 

Sara Cocco

Il mio pallino per l’editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

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