Il Giappone, i manga e l’ePub3

Sempre pensato che i giapponesi fossero avanti, e che fossero oltretutto gli unici ad essere capaci di diventare fan accaniti di cose tecnologiche molto assurde, come per esempio i keitai shoetsu, ovvero i romanzi da cellulare. Questi testi, composti da serie di SMS e dedicati prevalentemente ad un pubblico di adolescenti, erano molto popolari durante gli anni Zero. 

Oggi, il Giappone invoca a gran voce una maggiore diffusione dello standard ePub3. Addirittura, durante la Book Expo America, Osamu Yoshiba, direttore esecutivo per le divisioni di Business Digitale ed Internazionale della casa editrice giapponese Kodansha Ltd, ha identificato nel formato ePub3 la migliore soluzione alle carenze che si riscontrano nella pubblicazione di eBook illustrati.

Il motivo? Presto comprensibile: l'80% degli eBook pubblicati in Giappone sono manga, a loro volta in gran parte pubblicati in formato ePub 3. In questo mercato è quindi evidente l'esigenza di dare più spazio a questo formato di pubblicazione, che purtroppo non trova compatibilità con molti modelli di eReader.

Esempio: solo poche marche produttrici di eReader al momento riescono a supportare più del 50% delle caratteristiche del formato ePub3. Kindle può leggerne solo il 30%, Nook si piazza solo al 17%.

Come sempre capita, per ora la base di eReader che non possono leggere questo formato rende difficile pensare che l'ePub3 si possa diffondere rapidamente. Ma, come già detto, non sarebbe certo il primo caso nella storia della tecnologia in cui il Giappone si pone come pioniere di un progresso "diverso".

Fonti: Kindleitalia, Digitalworldbookworld.

Silvia Dell'Amore

Dostoevskij diceva che la bellezza salverà il mondo; io dico che lo farà il cioccolato.

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