Il libro digitale dopo il caso Apple

Settimana scorsa, il verdetto e la sconfitta di Apple si sono scagliate sulla Mela.

Un giudice federale ha stabilito che Apple ha violato la legge Sherman, l'antitrust statunitense, aumentando i prezzi degli ebook, in accordo con cinque grandi editori: Macmillan, Penguin, Hachette, HarperCollins e Simon&Shuster.

I prezzi degli ebook, però, poco prima del processo Apple, sono diminuiti drasticamente in quanto i maggiori editori hanno pensato bene di pre-pararsi "le cosidette" dalle accuse che sarebbero piovute da lì a poco! Questo anche grazie ad un nuovo accordo con il Governo statunitense, che richiedeva agli editori di terminare i loro accordi di Agenzia con Apple, per proteggere i diritti dei consumatori. 

Mentre Apple si dichiara ancora innocente e si prepara a presentare ricorso, Mark Lemney, un professore della Standford Law School, esperto di antitrust, sostiene sul website Time, che questa vicenda sia interessante non solo per la cronaca, ma anche per fare analisi e previsioni sul futuro dell'editoria a 360°. 

Davanti allo scenario di un mercato del libro che si incammina sempre di più verso il digitale, gli editori si ritrovano oggi con sempre meno potere decisionale nelle politiche di marketing, soprattutto per la scelta del prezzo di vendita degli ebook.

Anche lo stesso ruolo dell'editore, tradizionale intermediatore tra distribuzione, autori e pubblico, sta sempre di più compromettendosi, ritrovandosi vittima consapevole di queste strane logiche di potere tra grandi gruppi.

Ma cosa ha scoperto il giudice Cote? Nel suo verdetto, si legge che Apple ha ordito un piano segreto con le cinque maggiori case editrici americane, per aumentare i prezzi degli ebook, portando l'editoria da un tradizionale modello "wholesale", in cui i rivenditori fissano il prezzo di vendita, ad un "modello agenzia", in cui sono gli editori a impostare il prezzo.  

Ovviamente il tutto a discapito dei consumatori, ovvero noi lettori! Sosteneva, infatti, Jobs: "Abbiamo detto agli editori che andremo verso il modello Agency, in cui si imposta il prezzo, e noi otteniamo il nostro 30%. Sì, il cliente paga di più, ma questo è ciò che desidera, in ogni caso". 

Il giudice ha stabilito che l'obiettivo di questo accordo tra grandi gruppi di potere, il rivenditore Apple, da una parte, e i cinque grandi editori, dall'altra, era quello di minare Amazon, che ha da sempre spaventato gli editori con la vendita di ebook a 9,99 dollari, per favorire le vendite sul suo e-reader, il Kindle. 

Dopo le molte preoccupazioni di vedersi sempre meno potenti, e soprattutto di vedere sugli store online il loro prodotti editoriali sempre più "a basso costo", gli editori si sono accorti che stavano combattendo una battaglia persa e, così, hanno cercato un accordo ''sporco'' con Apple, che li invitava a sposare la loro nuova politica di aumento di prezzi (Modello Agency).

Ma gli ebook costano sempre di meno perché i costi di produzione e di distribuzione sono nettamente inferiori. E questo è il futuro del libro digitale! Pensate che nel corso dell'ultimo anno, il prezzo medio dell'ebook best-seller è diminuito di quasi il 50%, secondo Jeremy Greenfield di Digital Book World, l'autorevole pubblicazione che si occupa da vicino di editoria digitale. 

La vicenda segna così la definitiva sconfitta delle vecchie politiche di vendita, in favore di un marketing del libro digitale più  fluido ed elastico, più sensibile alle oscillazioni del mercato e sicuramente più vicino al consumatore. 

 

Manuela Raganati

Per Appsmob cura e scrive "MagiKites", una collana digitale di libri illustrati per bambini, disponibile su App Store. Lavora nel settore mobile. Tra app, iPhone e tablet, coltiva il suo sogno: scrivere. Seguitela anche su BHO...BLOG, SardiniaDreams e su Hey Kiddo!

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.