Il Rinascimento dell’editoria

Photocredit: Bo's Cafè Live

Il Self Publishing è una rivoluzione globale che sta cambiando completamente le regole dell’editoria mondiale. Perciò non potevamo immaginare un vero festival senza coinvolgere autori, ospiti e visitatori da tutto il mondo.

#ISPF2013

Se siete stati a Senigallia il 19 e 20 Ottobre, o se avete semplicemente dato un'occhiata al sito della Fiera Internazionale del Self Publishing che vi si è svolta, sapete già che questa è l'azzeccatissima descrizione dell'evento. O anche:

Il fenomeno del Self Publishing è un’opportunità di Rinascimento dell’editoria al tempo di Internet.

Ecco, è esattamente così: stiamo assistendo – cosa dico, stiamo vivendo il rinascimento dell'editoria. Non ce n'è più per stare a disquisire sulla bontà o meno della rivoluzione in corso, prendiamo semplicemente atto della situazione, e magari già che ci siamo la celebriamo, la portiamo avanti, ci arriviamo in fondo insomma. Ecco quello che è successo a Senigallia il 19 e 20 Ottobre: non si è fatta la solita tavola rotonda sul digitale, a tema "di cosa stiamo parlando, come affrontare il nuovo che avanza", ma si è celebrato il self-publishing e tutto quello che è lo spirito dell'espressionismo artistico che lo rappresenta.

Perché c'è, giustamente, da celebrare l'inventiva, la creatività di chi si mette in gioco e tira fuori idee innovative come nemmeno il Mago Dynamo dalla borsetta delle passanti. Come i ragazzi di Torino che hanno presentato PubCoder alla Frankfurt Book Fair: si tratta della piattaforma di self-publishing vincitrice del secondo premio dedicato alle startup. PubCoder permette a chiunque di creare eBook interattivi, ma proprio a chiunque, ed è evidentemente un'idea geniale dal momento che aziende dal Giappone, dalla Corea, dalla Cina, dagli USA (Amazon…) stano spingendo perché la piattaforma sia presto utilizzabile non solo da Mac. D'altronde, alla Buchmesse si è parlato parecchio di digitale: gli editori furbi hanno iniziato da un pezzo (o appena in tempo) ad investire anche sugli eBook, con il risultato che i profitti stanno iniziando a salire, ora che il mercato si è stabilizzato ed ha finalmente acquisito uno standard di parametri analizzabili.

Ma siamo solo all'inizio di un susseguirsi di incontri, eventi, fiere e conferenze sul digitale: ad esempio ieri e oggi nell'assolata Londra si è svolto il Digital Publishing Innovation, summit sull'editoria digitale organizzato dal Digital Publishing Network di Linkedin, tra l'altro con un programma interessante e ben studiato, soprattutto per chi mastica l'argomento già da un po' e ha bisogno di spunti per nuove strategie editoriali: sviluppo di contenuti online, innovazione delle piattaforme, HTML5, EPUB3, online learning… Roba interessante di cui parlare, davvero stimolante se messa in pratica. Immagino.

Perché non solo non sono in Albionia (nemmeno per la Fiera del Libro di Londra dall'8 al 10 Aprile), ma nemmeno sono a Sao Paulo do Brazil, oggi che si tiene la conferenza su EPUB3 e HTML5. Non è che in Brasile gli eBook stiano proprio ancora spaccando il mercato, ma le vendite sono aumentate del 68% rispetto all'anno scorso, il che non è mica male.

Tirando le somme, il punto a quanto pare non è più che l'editoria digitale sarebbe proprio una cosa figa se prendesse piede, perché ha preso già i piedi, le braccia e forse anche un rene del mercato editoriale: il punto ora è che è figo andare oltre ed impegnarsi perché questo diventi davvero il rinascimento dell'editoria, perché possiamo davvero essere gli artefici della rinascita della cultura. Ovviamente questo grazie ai libri, di tutti i colori, nazionalità e formati.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

8 Commenti
  1. Non lo definirei rinascimento, perché il rinascimento comporta una qualità che nel self publishing non c’è di certo. Lo chiamerei Far West, piuttosto. Si aprono molte opportunità, e bisogna vedere se questo territorio inesplorato diventerà l’America o uno sterile deserto.

  2. Proprio inesplorato oramai non direi, piuttosto: qual è questa qualità che manca?

  3. Facciamo “poco esplorato”. Facciamo “dal potenziale ancora da comprendere a fondo”. La qualità, al momento, la fa ancora lo screening dell’editore. Bisogna scegliere cosa no e cosa sì. Mi riferivo al self-publishing, ovviamente.

  4. Ah beh, ok certo, in questo senso capisco. Continua però a non convincermi “Far West”: alla fine tutte le rivoluzioni sembrano caotiche all’esordio perché manca la visione d’insieme della retrospettiva

  5. Non volevo usarla con accezione negativa. Il Far West era (anche letteralmente) una miniera d’opportunità.

  6. Bella l’immagine dei cercatori d’oro! Non ci avevo pensato!
    Ero andata subito al classico “questa città non è abbastanza grande per tutti e due, Gringo”