Kindle Direct Publishing paga chi viene letto

Siamo ormai abituati al fatto che Amazon Kindle proponga nuovi device e servizi su base praticamente trimestrale — qualcosa a cui difficilmente si riesce a stare dietro. Ultimamente, però, il silenzio proveniente dal fronte Kindle è stato assordante: solo questa settimana, infatti, l'azienda ha annunciato che non produrrà un nuovo eReader, come è solita fare ogni anno, ma migliorerà le prestazioni — in particolare la risoluzione — del Paperwhite 2 lanciato l'anno scorso.

Ma la vera tempesta, dopo questa quiete, è quanto segue: Amazon ha deciso di pagare gli autori di Kindle Direct Publishing in base alle pagine lette dei loro eBook. In pratica, quindi, un autore che decida di auto-pubblicare il proprio eBook tramite la piattaforma KDP riceverà un compenso (su base mensile, è stato precisato) proporzionato a quante del proprio lavoro sono state meritevoli di lettura. La quale formula rimane valida anche in caso di prestito: non è infatti necessario che le suddette pagine debbano essere state acquistate da parte di un lettore interessato, ma questi può anche solo aver utilizzato il servizio di prestito offerto da Kindle. 

Si tratta di un sistema di pagamento senza dubbio rivoluzionario, nato proprio dietro gentile richiesta di molti autori, in seguito soprattutto alle grosse perdite rilevate nel servizio KDP dopo l'introduzione di Kindle Owners' Lending Library (il servizio di prestito eBook). Questa nuova prassi sembra essere stata pensata in maniera abbastanza equa da mettere tutti d'accordo. Erano parecchie, infatti, le lamentele dei self-publishers in merito al precedente metodo di retribuzione, che si basava su una "cassa comune" (la KDP Select Global Fund) — idea, questa, forse troppo socialista e comunque troppo poco bilanciata. E infatti, il servizio KDP stava agonizzando.

Tutta un'altra minestra, insomma: ovviamente, di quante più pagine si comporrà il tuo eBook quanto più il tuo pontenziale introito crescerà. Direte voi, a questo punto, che calcolare il numero di pagine sfogliate di un eBook non è cosa banale e scontata, dal momento che margini, interlinea, dimensione carattere e font possono essere personalizzati fino all'estremo. Bravi, ottima osservazione. Questo fantomatico numero di pagine, infatti, sarà calcolato proprio in base a questi parametri tramite l'apposito sistema KENPC (Kindle Edition Normalized Page Count), che terrà conto delle impostazioni personalizzate di ciascun eReader (ergo di ciascun lettore) per compilare la "busta paga" dell'autore.

Siamo curiosi di vedere come procederà, nel lungo periodo, il servizio KDP: il metodo Ti-Pago-Se-Vieni-Letto rischia davvero di premiare gli autori più bravi e meritevoli, il che potrebbe segnare una svolta radicale nel mondo dell'auto-pubblicazione. Pensateci: più bello, scritto bene e avvincente sarà l'eBook, più pagine ne verranno lette, più l'autore sarà ricompensato. Sembra essere la soluzione perfetta.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

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