Kindle Touch in arrivo in Italia

Il 27 aprile è previsto lo sbarco in Italia del Kindle Touch. Tranquilli, non ci penso minimamente a tediarvi con un elenco maniacale di caratteristiche. Non è il luogo adatto e soprattutto la lista genera vertigine, sostiene Umberto Eco.

Ciò di cui invece parlerò è di un'ipotesi che ho nella mente. Vengo e mi spiego.

Il Kindle arriverà in Italia in due versioni, Touch e Touch 3G, che tradotto in termini comprensibili vuol dire che entrambi hanno uno schermo manovrabile con le dita; il Touch ha un dispositivo wi-fi che permette la connessione in caso di rete, il Touch 3G invece ha di default una connessione gratuita (IlSole24Ore parla di un accordo tra Amazon e Vodafone) al portale di Amazon e a Wikipedia. Rimando a siti geek per ogni altra informazione sul tema tecnico.

Ora, da diverso tempo medito di regalare a mio padre un lettore ebook, dato che:
– lui legge molto (e gradirebbe sperimentare nuove modalità),
– nei pressi del luogo in cui vive non c'è nè una biblioteca, nè una libreria,
– se volesse acquistare via internet, non destreggia bene le procedure di scelta e acquisto,
– devo occuparmi di trovare, comprare e spedirgli i libri che desidera leggere (lo faccio volentieri, ma sostengo che il bello della lettura inizi nel poter scegliere direttamente il proprio libro).

Kindle Touch 3G potrebbe risolvere tutti questi problemi. Perchè? Innanzitutto perchè mio padre avrebbe finalmente il suo lettore ebook per la lettura e la consultazione. Anche altri eReader facevano questo, qualcuno mi dirà. Si, ma senza pc e senza connessione non si andava lontani. Poi avrebbe una connessione 3G che gli permetterebbe di scegliere quale libro leggere e di scaricarlo con un paio di click, una connessione sempre presente che bypasserebbe un pc e il pagamento di una connessione apposita (lui non è un navigatore assiduo, men che meno esperto). Non ultimo, avrebbe un archivio virtuale (il così chiamato cloud) dentro cui trovare e consultare i libri con facilità.

Riepilogando, mi pare che questa soluzione dia la possibilità di leggere e gestire la propria biblioteca privata anche a chi:
– crede che un eReader sia difficile da gestire,
– non conosce tutte le diavolerie informatiche inerenti l'acquisto, la sincronizzazione e via dicendo,
– non ha biblioteche e librerie vicine,
– non ha una connessione internet.

Soprattutto nel caso specifico, svincola la sottoscritta dal continuo ordinare libri a conto terzi… 🙂

Mio padre è un caso reale e credo che come lui ci siano tante altre persone che, pur volendo usufruire della grazia tecnologia, intoppano nei limiti della stessa. Questa innovazione sembra talmente bella che qualcuno parlandone mi ha chiesto: Dov'è il trucco?… Amazon avrà fatto sicuramente bene i suoi conti; in realtà se questo 3G funziona davvero ed è gratuito, allora ritengo che questo porterà beneficio sia alla categoria da me descritta, sia a tutti coloro che hanno il desiderio di fruire degli ebook in modo semplice e veloce.

Mariangela Lecci

Mariangela Lecci

A chi lascerò le mie password e i miei libri? A nessuno. Il Paradiso è quel posto dove potrò portarmi tutto questo con me. Il resto lo ritroverò lì. Gatto incluso.

5 Commenti
  1. E poi tuo padre inarcherà il sopracciglio e getterà il giocattolino nella spazzatura quando si accorgerà che la “cloud” di Amazon è off-line perché la società ha deciso che non gli conviene più offrire il servizio 😛

  2. Il tuo esempio non porta nulla in favore della tua tesi. Visto i soldi che fa/farà col Kindle, è più probabile che aumenti il costo di S3 piuttosto che rimuovere una caratteristica che tutti i suoi concorrenti hanno. È come se tu sostenessi che la Fiat, per poter competere con altre case europee, deciderà di abbassare i costi togliendo tutti gli optional e producendo solo delle 127. È possibile, certo, ma molto molto improbabile.
    Inoltre, considerando l’introduzione di Silk, la cosa avrebbe ancora meno senso visto che, rispetto alle risorse richieste da Silk, la cloud di Amazon è una briciola.

    Non solo: lo scenario che paventi non è in alcun modo un “difetto” del Kindle. Il padre di Mariangela alzerà il sopracciglio anche quando un modulo di memoria si romperà e lui perderà tutti i suoi libri (e, non avendo la cloud di Amazon, non potrà neppure recuperare); alzerà il sopracciglio pure quando, leggendo un libro cartaceo a colazione, rovescerà il caffè sulle pagine rendendo illeggibile il finale. Di situazioni in cui si può alzare il sopracciglio, Alfonso, ce ne sono a bizzeffe. Tornare indietro non è la soluzione, così come non è una soluzione crearsi una cloud casalinga, avere 8 dischi di backup o chissà che altro. Shit happens.

    E riguardo l’incidente di 1984, concordo con te che è stato un bello smacco per Amazon, soprattutto considerato il titolo coinvolto. Non mi sembra però un caso isolato ma una caratteristica ricorrente in tutti quegli ambiti/business in cui c’è un cambio di paradigma che permette qualcosa che prima era impossibile. Ma questo, tu che conosci il mondo tecnologico (e quello di internet in particolare) lo sai già. 😉