Kindle Unlimited, 6 mesi dopo

Photo credit: Cult of Mac

Giusto a novembre vi annunciavamo l'arrivo del servizio Kindle Unlimited in Italia: troppo presto fare bilanci per quanto riguarda casa nostra, ma negli USA il servizio di abbonamento di Amazon è attivo da luglio 2014 quindi il banco di prova dei 6 mesi è appena stato superato. Di critiche in questi mesi Amazon ne ha già collezionate parecchie, ma questa volta l'attacco viene "dall'interno" ovvero dagli autori indipendenti. Come sottolinea Good EReader, l'entusiasmo iniziale e le prospettive di nuove forme di guadagno hanno presto lasciato il posto alla delusione: anche i re del self-publishing hanno visto infatti calare le loro entrate. Un quadro non proprio rassicurante, visto che Kindle Unlimited vive proprio grazie alla loro partecipazione.

Complice un evento come la Digital Book Worl conference (13-15 gennaio 2015), il senior vice-president di Kindle, Russ Grandinetti ha tirato molto candidamente le fila di questo nuovo servizio, anticipando qualcosa sul futuro e cercando di difendersi in maniera piuttosto elusiva dalle accuse degli autori:

Sono passati solo sei mesi.  […]  Usare strategie diverse in ambito editoriale è solo salutare: più concorrenza c’è e più gli autori hanno possibilità di scelta, e noi possibilità di capire cosa funziona. […] Possiamo osservare che, in ogni singola categoria di media digitali, i servizi di abbonamento stanno giocando un ruolo importante. Nella musica, nel cinema, nei giornali – non è possibile trovare un media digitale per cui l'abbonamento non sia stato un successo, in un modo o nell'altro, e non credo che i libri saranno immuni a questo fenomeno. Dobbiamo pensare a come l'abbonamento possa essere un valore aggiunto per i clienti. 

Calmo ma deciso, Grandinetti non ha fatto passi indietro, anzi, si è confessato cautamente ottimista: bisognerà vedere se e per quanto tempo gli autori decideranno di avere pazienza verso le condizioni di Kindle Unlimited. Un esempio su tutti, circolato velocemente in tutto il web, è quello di Holly Ward, autrice self-published di romanzi rosa sotto lo pseudonimo di H. M. Ward, che dall'alto dei suoi 6 milioni di titoli venduti si è tirata fuori da Kindle Unlimited (e non è la sola). Holly ha portato l'ipotetico esempio di un lettore forte, che prima poteva arrivare a spendere anche 100$ a settimana in libri (quindi circa 5200$ l'anno) e che ora legge anche più libri di prima a 9,99$ al mese, spendendo al massimo 120$ in un anno: non c'è bisogno di essere dei geni matematici per capire che qualcosa sembra non tornare. 

Le case editrici, soprattutto quelle grandi – e soprattutto se decidono di allearsi tra di loro – hanno abbastanza potere da poter pensare di ostacolare Amazon (Hachette vi ricorda qualcosa?): sono gli autori indipendenti a soffrire di più e ad avere ben poca autorità come singoli. Se decidessero di "coalizzarsi" potremmo vederne delle belle…

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