SalTo13: La rivoluzione digitale al Salone del Libro

In un mondo dove gli atomi non contano conta solo il contenuto. Quando il rapporto tra autore, lettore e editore non contempla mediazioni bisogna imparare a comunicare.

L'identità della casa editrice diventa fondamentale. In internet bisogna farsi trovare, per questo ci si specializza, si coltivano le nicchie, si sperimentano nuovi generi e nuove pratiche, si twitta.

Al XXVI Salone Internazionale del libro di Torino si è parlato di tutto questo.

Nel convegno intitolato: Da un libro all'altro come cambiano la scelta del libro e la lettura nel digitale, l'AIE ha indagato le abitudini del lettore, che cambiano in base alle nuove possibilità offerte dalla tecnologia.

Anche con Quinta di copertina si è parlato di lettura digitale, ché non è una cosa facile essere lettori digitali, si rischia di soccombere. Perciò con la collaborazione di blogger, scrittori, bibliotecari ha preparato una cosa bellissima: il Kit di sopravvivenza del lettore digitale.

Il libro digitale è più comodo. Portabilità è la parola chiave. Vuol dire che l'e-reader te lo porti dappertutto e dentro ci stanno un mucchio di libri. Emblematico lo stand di Bookrepublic completamente senza libri: c'era solo una spiaggetta con tanto di ombrelloni, spogliatoi, sedie a sdraio, tutto l'occorrente per un'ottima esperienza di lettura.

Lo spazio dedicato al digitale, Book to the future, era nelle mani dei giovani: il digitale lo capiscono meglio loro, che ne sanno di informatica e che usano internet.

eFFe era l'organizzatore di Book blog, editoria e lavoro culturale. Che cosa succede in italia? Se ve lo state chiedendo. questo è anche il titolo del suo ultimo ebook. Si è parlato del ruolo dei blogger che scrivono di libri nel panorama culturale italiano, vera «avanguardia operativa», e che contribuiscono per passione al discorso sulla letteratura, lavorano un sacco e non li paga nessuno, simbolo del biocapitalismo che però non genera poi tutto 'sto capitale parlando di cultura.

Assieme ai blogger gli editori digitali sono i più organizzati, i più entusiasti e i più preparati sull'argomento editoria 2.0.

Zandegù ha parlato dei nuovi mestieri dell'editoria, perché in tanti pensano sia facile essere editori digitali e invece non è così per niente, anzi, per tanti versi somiglia all'essere editori cartacei. Le prove le abbiamo avute allo stand di Quinta di copertina che ha raccolto il sudore dell'editore digitale in boccette e l'ha messo in vendita assieme a un abbonamento alla casa editrice.

40k ha parlato di editoria dal basso, presentando la collana 40k Unofficial, dove fanno una sorta di selfpublishing per chi ha un buon argomento da trattare in non troppe parole e si è già costruito una (buona) reputazione on line.

La case books ha portato la testimonianza di autori che hanno scelto di pubblicare in digitale prima e che poi sono sbarcati sulla carta. C'era anche area 51 publishing e vi giuro che non si stavano antipatici, tutt'altro. Infatti hanno spiegato anche che nell'editoria digitale la concorrenza viene meno, perché le pratiche di acquisto sono diverse, e poi gli ebook costano poco, quindi se ne comprano di più. In soldoni: tra due ebook sullo stesso argomento, se so che sono ben fatti, curati nei contenuti e nella forma, piuttosto che scegliere li acquisto entrambi.

Inoltre, ma non era necessario andare fino a Torino per scoprirlo, i libri digitali prodotti dagli editori digitali solitamente sono fatti meglio rispetto a quelli degli editori tradizionali, che vedono l'ebook semplicemente come una versione digitale del libro di carta.

Per concludere posso dire che siamo molto eccitati, stiamo vivendo un periodo di transizione: è il momento di darsi da fare con la fantasia, cambiare le nostre abitudini, avanzare proposte, fare nuove esperienze. Divertirci insomma!

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

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