La sostenibile leggerezza di un ebook

Se avessi avuto un tablet anzichè tomi enormi dieci anni fa, le mie traversate universitarie, su e giù da casa, sarebbero state se non altro più leggere. Mi ricordo che i treni e i pullman mi solleticavano la concentrazione molto più che una scrivania ordinata. Ma che fatica tenere fermo quel libro per sottolinearlo o scrivere glosse. Ma una cosa tra tutte mi balena nella mente, ripensando a tutte quelle pagine di dispense fotocopiate (chapeau ai miei professori, ma la mia cantina ne ha piene le scatole..): se la dispensa fosse stata sotto forma di ebook quanto avrei viaggiato meglio? e quanto più velocemente le avrei ottenute piuttosto che effettuare peripatetiche ricerche da una copisteria all'altra?

Il fatto è che ci sono libri che nel giro di un anno diventano obsoleti. I libri di codice civile, penale, amministrativo, ecc. Quei libroni spaventosi che gli avvocati devono comprare ogni anno per tenersi aggiornati, voglio dire. Ma anche tutti quei manuali di grafica, di tecniche web per il posizionamento, per il social media marketing. I libri di argomenti che vivono un rapido sviluppo e superamento, di quelli sto parlando. Libri che ho comprato 6 mesi fa e che oggi non mi servono quasi più. Buttarli un reato, tenerli è inutile.

La tecnologia degli ultimi tempi in questo senso è particolarmente efficace.

Acquistare gli ebook di queste materie anzichè la copia cartacea sarebbe un gran risparmio di carta per l'umanità, perchè un libro di codice civile è tra l'altro difficile che sia inferiore alle 700 pagine. Non basta e non finisce qui: da un pò di tempo gli ebook possono anche essere presi in prestito. E mi pare un'ottima soluzione soprattutto per quei libri che servono per una stagione.

Un conto è decidere di avere nella propria biblioteca personale La Divina Commedia o Sostiene Pereira, un altro è Photoshop CS4 o Procedura Civile 2010: i primi è un gran privilegio anche visivo vederseli lì esposti e ricordare che cosa ci hanno regalato, i secondi hanno fatto il loro tempo e, volenti o nolenti, non servono più. Ecco che allora un ebook è una soluzione geniale.

Sono molti i siti che vendono ebook, ma ce ne sono anche alcuni che li affittano. Come Ultima Books per esempio: li si può tenere per un pò, usarli per lo scopo e poi renderli: e non avere il problema di dove metterli, quanto ho speso, quanta carta sprecata, ecc..

Confesso che ancora faccio fatica a concepire un bel giallo sul tablet, (è un mio limite che nel tempo sarà superato) ho bisogno del rapporto fisico con la carta quando si tratta di signora letteratura. Ma i manuali no! E comunque un conto è mettersi in valigia 6 cartacei e un conto e infilare nell'iPad tutto ciò che voglio e scegliere al momento consono cosa leggere.

Amazon dal prossimo anno inaugurerà il servizio di prestito agli studenti, ma in un futuro non troppo lontano (per l'Italia un futuro fantascientifico…) le biblioteche avranno il loro spazio online dove ciascuno potrà accedere e prendere in prestito ciò che gli occorre in tempo reale da qualunque posto nel mondo. Sogno troppo?? No, in una biblioteca a Kansas City già lo fanno.

Mariangela Lecci

A chi lascerò le mie password e i miei libri? A nessuno. Il Paradiso è quel posto dove potrò portarmi tutto questo con me. Il resto lo ritroverò lì. Gatto incluso.

5 Commenti
  1. Salve,
    sono curioso di sapere quali biblioteche italiane lei frequenti.

    Andrea

  2. Lo so eccome, Legenda, l’Associazione Italiana Biblioteche farà il convegno annuale su questo!
    http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1104.htm

    Per questo la frecciatina sulle biblioteche italiane mi pareva inutile, e mi pareva che si potessero prendere esempi un po’ più vicini che Kansas City 😉

  3. Uh, ma la frecciatina era solo un modo per dire “Sveglia!” a quelle biblioteche che ancora non si sono attrezzate! Grazie comunque per la notizia del Convegno AIB, lo seguiremo! 🙂