L’aureola di Amélie Nothomb su Facebook per voi

Nell'epoca del 2.0 la digitalizzazione è arrivata come un treno e ha travolto tutto il sistema editoriale sconvolgendone gli assetti. Quante volte avete sentito dire che internet ha cambiato il rapporto tra autore e lettore?

Io non mi ricordo più quante volte l'ho scritto.

In questa confusione gli scrittori, bevitori di quintessenza e mangiatori d'ambrosia, hanno perduto l'aureola, un'altra volta. Non nel fango, nei social network.
Dopo Neil Gaiman su Twitter ora è la volta di Amélie Nothomb su Facebook.

La Nothomb non è esattamente una bevitrice di quintessenza, a cui preferisce il té nero e nemmeno una mangiatrice d'ambrosia, a meno che non sia andata a male. Il suo personaggio piuttosto inquietante è avvolto da un alone di mistero: non è il tipo di persona che muore dalla voglia di stare in mezzo alla gente.

Approfittatene, quindi, perché dal 27 maggio al 7 giugno l'aureola della scrittrice giacerà su Facebook. Per una decina di giorni potrete indossarla per partecipare a un esperimento di scrittura collettiva.

L'iniziativa sarà gestita da GoodBook, piattaforma italiana di distribuzione libraria nata per riportare i lettori nelle librerie, con la collaborazione della casa editrice Voland.

Funziona così: il 27 maggio GoodBook pubblicherà sulla sua pagina Facebook, come stato, l'incipit di racconto ancora inedito scritto da Amélie Nothomb. Gli utenti potranno proseguire la storia nello spazio dedicato ai commenti, che dovranno essere frasi di senso compiuto non più lunghe di cinque righe.

Il risultato sarà letto e commentato dalla scrittrice. Verrà poi pubblicato e distribuito in formato .pdf su GoodBooK assieme al racconto originale.

Chissà se i fan sceglieranno di adeguarsi allo stile della propria beniamina o se tenteranno di imporre il proprio. Sarà più bello l'originale o quello che nascerà su Facebook? Quali saranno le conseguenze di questo esperimento per la Nothomb? Riuscirà a rimanere se stessa dopo quest'avventura?

Non vediamo l'ora che sia il 7 giugno!

Sara Cocco

Il mio pallino per l’editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

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