LCD VS E-Ink? Tutte scuse

Nella foto: Cyanide & Happiness (perdonate il repost)

I libri digitali non hanno sconvolto soltanto il mondo dell'editoria e l'esistenza di noialtre qui in redazione, hanno anche aperto numerose porte d'innovazione per altri settori che coi libri hanno ben poco a che fare. Ad esempio molti di noi, forse la maggior parte, non leggerebbero mai un libro dal proprio smartphone, ma le case software e hardware continuano comunque a darci questa incredibile opportunità. E non si tratta esclusivamente di applicazioni installabili indifferentemente su telefono o Tablet (uno potrebbe dire: "leggo dal Tablet!"). Gli schermi e-Ink sono installati un po' dappertutto, come il bluetooth e il prezzemolo, introdotti con la scusa della lettura e poi via, sdoganati verso un infinito mare di possibilità in 16 toni di grigio.

Hanno persino ideato etichette bagaglio e-Ink, e lasciamo per il momento in disparte il discorso sugli smartwatch e tutto ciò che potrebbero diventare. Prendiamo invece in considerazione le diavolerie che sono già sul mercato, o almeno ci sono quasi.

Partiamo con lo Yotaphone  di cui abbiamo già parlato qui e qui — ovvero lo smartphone russo a doppio schermo, LCD ed e-Ink. Inizialmente ci siamo fatti prendere da emozioni contrastanti riguardo a questo oggettino: potremmo leggerci gli eBook, non ci pare il caso, potremmo usare questa tecnologia su un Tablet piuttosto, dubbi esistenziali, mi nascono in un angolo. A prescindere dalle nostre riflessioni, ovviamente, il cellulare è stato venduto, deludendo peraltro il pubblico. Ora però i russi ci riprovano: uscirà a fine anno uno Yotaphone di nuova generazione, il cui schermo e-Ink sarà touch e decisamente più responsivo. I vantaggi di un telefono simile in quanto tale risiedono soprattutto nel risparmio energetico, ma se il nuovo Yotaphone dovesse piacere… voi leggereste davvero un libro dal vostro cellulare?

Anche senza investire una manciata dei vostri organi interni per l'acquisto di uno smartphone simile, anche OAXIS si è ri-lanciata nel mercato dei case per smartphone: e-Ink Mobius da 3.5 pollici autoalimentato a batterie e con una sua propria CPU. Questo gingillo una volta sul mercato sarà compatibile con smartphone come iPhone 5, Galaxy S4 o Note 2. Ma si tratterà pur sempre di una cover, dalla quale poco probabilmente vi mettereste a leggere altro che i vostri messaggi di chat.

Intanto, app per la lettura da cellulare continuano a sbucare come funghi e a ricevere aggiornamenti software, come Pocketbook con la nuova release per iPhone.

Qualcosa non torna: creano piccoli schermi e-Ink per cellulari ma non per Tablet, pur sapendo che chi usa le app di lettura lo fa proprio da Tablet… chiamateci complottisti, ma non sembra anche a voi che in questo modo fomentino la disputa del device di lettura preferito,  Tablet VS eReader? Verrebbe davvero da dubitare della teoria secondo la quale leggere da LCD fa male agli occhi. La banalissima realtà è che non conviene a nessuno (tranne a noi, ovviamente) rischiare di creare un unico device che soddisfi tutte le nostre esigenze. Nell'immaginario collettivo si auspica a sintetizzare tutti i device in uno, lo strumento ultimo con il quale leggere e fare anche tutto il resto, e dal quale non separarsi mai. E nella realtà quest'oggetto meraviglioso potrebbe anche esistere. Non esiste e difficilmente esisterà perché le aziende devono pur produrre, differenziarsi e farci pagare tanti quattrini, tanto da sommergerci di device.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

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