Mood, il nuovo ebook-magazine che remixa il racconto breve

Intervista a Tiziana Arrighi, presidente dell’agenzia letteraria Thèsis Contents e Mirella Francalanci dell’ebook team di goWare, editore di Mood. 

Buongiorno e molte grazie per la vostra disponibilità. Ecco alcune brevi domande che mi piacerebbe rivolgervi a proposito del vostro attuale progetto Mood – Stati d'animo del libro e sull’editoria digitale in generale. Iniziamo:

Come nasce l’idea di Mood?

Tiziana Arrighi: L’idea di Mood è nata da una semplicissima esigenza: dare spazio e visibilità a scrittori, esordienti e non, per la pubblicazione di racconti brevi che difficilmente rientrano nel modello di business dell’editoria tradizionale. Ecco perché insieme a goWare, abbiamo dato vita a questo progetto che ha come obiettivo di portare al pubblico questi contenuti. Thèsis Contents, che come Agenzia letteraria rappresenta un cospicuo numero di scrittori, ha ritenuto Mood, Stati d’animo del libro una bellissima opportunità per pubblicare racconti o romanzi brevi rimasti inediti o scritti apposta per questo particolare ebook-magazine. Fin dal numero zero, l’iniziativa è stata infatti accolta con grande entusiasmo e partecipazione. Con il digitale, il connubio tra racconto e ebook si è rivelato una grandissima scoperta, capace di liberare energia creativa senza limitazioni.

Quali sono i pregi (e anche i difetti) di una rivista digitale come Mood? 

Mirella Francalanci: Tra i pregi c’è sicuramente il mix narrativo. Mood è un mashup felicemente anarchico e anche, si spera, stimolante. Oltre al racconto, il lettore vi trova altre narrazioni assimilabili per brevità e intensità: la clip video, il progetto fotografico, l’installazione artistica, la recitazione, la recensione del film e il saggio breve o l’articolo che approfondisce il ruolo degli autori e del libro nel nuovo scenario digitale. Il difetto di Mood paradossalmente sta proprio nella sua filosofia di assecondare tanti stati d’animo e di apparire non pienamente connotata. Stiamo ancora attraversando un momento di transizione e alcuni lettori potrebbero chiedersi a chi si rivolge. Mood non si rivolge a qualcuno in specifico ma dà la possibilità di far parlare il contenuto con diversi strumenti sensoriali. Chiunque può trovare il mezzo comunicativo per parlare al lettore e ogni lettore può sperimentare il linguaggio più adatto al suo momento.

Come vengono selezionati i racconti pubblicati in Mood?

Tiziana Arrighi: Cerchiamo di privilegiare prima di tutto la brevità e l’intensità del contenuto, poi se il contenuto è multimediale, ancora meglio. Infine cerchiamo in ogni numero di creare un equilibrio tra le varie forme di creatività senza un canovaccio preciso, ma di volta in volta riconfigurabile.

Qual è la struttura, il format ideale per una rivista digitale su smartphone e tablet?

Mirella Francalanci: Non penso che esista un format ideale, che possiamo identificare una volta per tutte e applicare a ciascun dispositivo. Occorre partire dall’analisi dei comportamenti di lettura digitale: il lettore contemporaneo legge su un dispositivo integrato nella rete globale di connessioni e di relazioni. Proprio per questo, anche se non lo vuole, è spinto ad essere molto sperimentale, piuttosto erratico, viene stimolato a spaziare: con l’indice e il pollice può essere incredibilmente proattivo. La generazione della televisione guardava sbadigliando. Quella della rete scrive e agisce, anche a sproposito. Ogni atomo di contenuto deve stimolarlo. Mood, per noi, è una specie di carotaggio.

In quali aspetti il digitale oggi supera la carta? E viceversa?

Mirella Francalanci: Oltre che per le cose ovvie, il digitale batte la carta perché gli ebook possono essere veramente più leggibili. Non avendo più le pagine, i quartini, gli ottavi, i sedicesimi e le costrizioni della foliazione, la pagina può diventare un vero piacere per gli occhi che scorrono sulle parole come su una superficie ben levigata.  

Quali sorprese attendono i nuovi lettori di Mood?

Mirella Francalanci: Mood resterà un bimestrale gratuito in ebook scaricabile da tutte le piattaforme. Cercheremo di sviluppare ancora di più l’interattività e la pro-attività sempre in questo spirito sperimentale e di apprendimento. Siamo noi i primi a dover imparare. Per questo abbiamo bisogno degli autori che invitiamo a mandarci i loro lavori, qualunque essi siano. Ricerchiamo una specie di crowdediting.

 iPad, Kobo, Kindle: qual è il vostro eReader preferito?

Mirella Francalanci: Per il momento la piattaforma su cui avvengono più download è Apple, tallonata a breve distanza da Amazon.

La mia preferenza è ovviamente per i tablet perché l’esperienza sensoriale, che questi dispositivi consentono, cambia completamente la concezione della lettura come apprendimento e informazione passiva. Certamente capisco che chi vuole solo sfruttare la comodità di avere a portata di mano i propri titoli preferiti in vacanza o in treno senza peso sceglie Kobo o Kindle che realmente sono un po’ più economici e affaticano meno la vista per le lunghe letture.

Però siamo sinceri. Nella nostra vita multitasking e piena di piccoli intervalli temporali non accade sempre più spesso di privilegiare una storia breve e intensa? L’incontro con l’iPad è senz’altro più stimolante.

In questo articolo, su Finzioni, abbiamo enunciato alcune regole editoriali che una rivista digitale dovrebbe rispettare secondo Craig Mod, autore di Subcompact Publishing. Tra queste Mood quali caratteristiche possiede?

Mirella Francalanci: Siamo molto d’accordo con i punti elencati da Craig anche se il nostro modello di Magazine è più vicino alle riviste letterarie dove avviene molta sperimentazione sia nei formati sia nei contenuti. Niente da dire sulle caratteristiche di usabilità, semplicità di navigazione, prezzo e via dicendo.

Ritengo, però, che per i contenuti il modello ebook sia molto più adatto che l’applicazione customizzata, così come il web si consulta attraverso un’applicazione universale come  browser.

Riassumete con una breve citazione d’autore il vostro progetto Mood Magazine.

Di’ addio al potrebbero-essere-stati…

Vai, la vita è un flusso…

Vai perché devi.

I versi finali della poesia Tempo di volare di Ruth Padel, tratta dalla raccolta di prose e poesie The Mara Crossing, un libro sulla migrazione degli animali e degli uomini che consigliamo a tutti i lettori di Finzioni.

Fateci avere o vostri commenti ed eventualmente i vostri manoscritti a: thesis@thesis.it o info@goware-apps.it

Manuela Raganati

Per Appsmob cura e scrive "MagiKites", una collana digitale di libri illustrati per bambini, disponibile su App Store. Lavora nel settore mobile. Tra app, iPhone e tablet, coltiva il suo sogno: scrivere. Seguitela anche su BHO...BLOG, SardiniaDreams e su Hey Kiddo!

Nessun commento, per ora

I commenti sono chiusi.