Update: approvato l’emendamento per abbassare l’Iva sugli eBook

Photo credit: Ebook News

 UPDATE 20/11 (16:18)

La Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’emendamento per abbassare al 4% l'IVA sugli eBook.

 

 

Stappate lo champagne!

 

 

 UPDATE 20/11

Dario Franceschini ha annunciato ieri, su Twitter, di aver presentato un emendamento per abbassare l'Iva degli eBook dal 22% al 4%. Nonostante la bocciatura della proposta da parte del Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei Governi degli Stati membri dell’Unione Europea, Il Ministro della Cultura italiano ha deciso di portare avanti questa «giusta battaglia»:

Un libro è un libo indipendentemente dal suo formato, solo un incomprensibile meccanismo burocratico può consentire un regime fiscale discriminatorio per gli eBook

L'emendamento all'articolo 17, che sarà presentato al Consiglio della Cultura il prossimo 25 Novembre (martedì) prevederà quanto segue:

[…] di considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica.

Ma se anche il 25 Novembre dovessimo perdere la battaglia, le sorti della guerra verranno decise in via definitiva dal Consiglio Ecofin (composto dai Ministri dell'Economia e delle Finanze degli Stati Membri), che si riunirà invece martedì 9 Dicembre 2014.

Con questo emendamento alla Legge di Stabilità, Franceschini si espone per il diritto alla cultura, mettendosi in prima linea con un chiaro messaggio agli Stati Membri dell'UE — e, in buona sostanza, con un fichissimo "deal with it"

 

Niente da fare: l'Europa dice no all'Iva al 4% per gli eBook

 

A nulla è servita la campagna #Unlibroèunlibro (e i nostri selfie coi pollici versi): durante la riunione del Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti dei Governi degli Stati membri dell’Unione Europea, la proposta di abbassare l'aliquota sugli eBook al 4% è stata bocciata.

Marco Zatterin ha fornito un resoconto dettagliato dei retroscena sulla Stampa: a quanto pare, Italia e Francia hanno strenuamente difeso l'eguaglianza degli eBook, con l'aiuto di Grecia, Olanda, Slovenia (e con l'appoggio un po' troppo "interessato" del Lussemburgo), ma l'astensione della Germania e il pugno di ferro dei Paesi nordici hanno avuto la meglio. La spiegazione ufficiale è che gli eBook sono "dispositivi elettronici" e come tali vanno tassati (i paragoni più o meno comici con i videogame si sono sprecati): abbassare l'Iva rappresenterebbe un aiuto illecito al settore dei libri digitali. Insomma, questa equiparazione non s'ha da fare

Vi ricordiamo peraltro che fino al 1° gennaio 2015 ogni Paese dell'UE potrà ancora muoversi con una certa libertà ma da quella data in avanti tutti gli stati membri dovranno adottare un «sistema comune d’imposta sul valore aggiunto» (ve ne avevo già parlato qui). L'ultima possibilità di rimediare sarà il prossimo 25 novembre al Consiglio della Cultura, la riunione dei Ministri Europei della Cultura. Diventa difficile sperare, visto che mancano meno di dieci giorni e le possibilità che mezza Europa si rimangi la parola è bassa (per non dire inesistente).

Non mancano gli inguaribili ottimisti come Marco Polillo, Presidente dell'AIE (Associazione Italiana Editori), che ha dichiarato:

Andiamo avanti: siamo certi e fiduciosi dell’impegno del Ministro Franceschini e dell’Italia in sede europea per la battaglia contro la discriminazione dell’iva degli ebook rispetto a quella dei libri di carta. La campagna #unlibroéunlibro non solo continua ma sarà rafforzata. […] Questa è una campagna di buonsenso. Siamo a oltre 25mila interazioni: l’intero mondo del libro, dei lettori, degli autori – di cui ci siamo fatti portavoce – è davvero vicino al Governo e al Ministro Franceschini in questa battaglia contro gli egoismi nazionali e contro una visione dell’Europa assolutamente burocratica. […] Per questo confidiamo, allo stesso tempo, che il consenso parlamentare sia di aiuto al Governo anche in sede nazionale e che il Parlamento italiano possa trovare una soluzione per la cultura del nostro paese. Noi, per la nostra parte, andiamo avanti con convinzione.

Viene da chiedersi se i vari ministri e parlamentari europei davvero non capiscano, o non vogliano capire: che gli eBook sono libri, così come un dvd è un film anche se non è più su pellicola; che il supporto di lettura è, appunto, un supporto; che mantenendo un'Iva così alta rallentano un mercato che è in lenta ma costante crescita; che gli eBook non sono nemici dei libri perchè non possono essere nemici di se stessi; che un mezzo non esclude l'altro ma entrambi hanno potenzialità diverse (come ben spiega Wired).

Cari ministri e parlamentari europei, toglieteci un dubbio: se gli eBook non sono libri, cosa sono? 

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