Open Culture Atlas e l’importanza di “fare rete”

photo credit: Tropico del Libro

Quando si parla di digitale nel mondo dell'editoria oggi non si parla più solo dell'estinzione dei libri di carta e dei librai, si parla soprattutto di altro: di partecipazione, di condivisione, di comunità

A questi valori si è ispirato Tropico del Libro quando ha creato Open Culture Atlas: una piattaforma di geolocalizzazione culturale, ottenuta dall'integrazione tra WordPress e OpenStreetMap che raccoglie su una mappa eventi, luoghi e persone, dedicata a comunità di lettori e professionisti.

Per ora si possono condividere, trovare e promuovere eventi e luoghi di interesse; creare un elenco di professionisti del settore editoriale in modo da creare delle reti attorno ai singoli eventi e, per il futuro, prevedono la possibilità di una funzione dedicata all'offerta e alla ricerca di lavoro.

Un progetto completo e complesso ma gratuito; per potersi sostenere cercheranno con calma le soluzioni migliori, paternariati, bandi e magari una percentuale sulla vendita di prodotti culturali.

L'iniziativa nasce da una preoccupazione:

Ancora non si intravedono all’orizzonte serie politiche di valorizzazione della cultura, minacciata da uno statalismo che sceglie sempre i soliti noti – concentrando le poche risorse messe sul piatto in pochissime mani – o un neoliberismo che la pretende identica a qualsiasi altro prodotto, un barattolo su uno scaffale.

Dice Francesca Santarelli, cofondatrice di Tropico del Libro, intervistata da Ivan Rachieli per Apogeonline.

Le gravi mancanze dello stato sono però colmate dall'iniziativa di piccole realtà che continuano a darsi da fare per conto loro promuovendo la cultura attraverso luoghi, eventi o manifestazioni che però non riescono ad avere la visibilità che meritano.

Open Culture Atlas è un Altante on line dedicato alla promozione, al sostegno e alla condivisione di queste iniziative. È un progetto partecipato e orizzontale: funziona bene se partecipano in tanti, un concetto ormai familiare a tutti i navigatori del web, ma ha una guida, i percorsi sono pensati a partire dalle informazioni condivise con Tropico del Libro per dare maggiore visibilità a eventi, luoghi e progetti sostenibili dal punto di vista culturale e sociale.

Quando si parla di digitale nel mondo dell'editoria si parla sempre più spesso di partecipazione, condivisione, comunità

A quanto pare il futuro della cultura è nelle nostre mani, Tropico del Libro, che da due anni lavora per promuovere, valorizzare e connettere le buone pratiche campo editoriale, ci offre un bell'esempio di utilizzo della tecnologia per il perseguimento di nobili fini.

Open Culture Atlas compie un mese in questi giorni, aiutiamolo a diventare grande!

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

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