Panoramica su editoria tradizionale, self-publish, e ibrida

Photo Crediti: WOW!

Tra le tante novità portate dal digitale nel mondo dell'editoria vi è sicuramente la diffusione del self-publishing e tutte le chiacchiere che vi ruotano attorno. La ricerca Digital Book World condotta negli Usa da Dana Beth Weinberg ci può aiutare a capire qualcosa di più sul selfpublishing.

Utilizzando i dati raccolti durante un sondaggio svolto nel 2013 dalla Digital Book World an Writer's Digest tra 5mila autori suddivisi in quattro tipologie: gli aspiranti scrittori, quelli che pubblicano con le case editrici tradizionali, quelli che si pubblicano da sé e quelli ibridi, che pubblicano sia con delle case editrici che per conto loro.

Partendo da questa suddivisione Weinberg ha scritto tre articoli, il primo sulle diverse priorità che spingono gli scrittori a compiere una scelta di pubblicazione piuttosto che un'altra, il secondo sulla produttività e il terzo sui guadagni. Questi articoli potrebbero aiutarci a capire meglio quali sono i motivi che che portano gli autori a scegliere di autopubblicarsi.

Per quanto riguarda le priorità degli scrittori, la maggior parte ha detto che scrive per costruire la propria carriera, tutti erano d'accordo per quanto riguarda questo aspetto ma al secondo posto le risposte divergevano in base alla tipologia. Gli aspiranti scrittori e i self-published mettono al secondo posto il desiderio di soddisfare l'ambizione di una vita, mentre gli scrittori “tradizionali” e gli ibridi non si sono fatti rossi nel rispondere che a loro interessano i soldi.

Nel secondo articolo Weinberg si focalizza sulla produttività delle diverse tipologie di autori: gli autori che si pubblicano da soli sono i meno produttivi, mentre gli ibridi sono quelli con un maggior numero di titoli pubblicati in assoluto, sia con le case editrici che attraverso il self-publish.

Il terzo articolo è invece dedicato al guadagno. Spesso abbiamo sentito parlare di autori che attravaerso l'autopubblicazione siano riusciti a guadagnare di più rispetto a quelli che si affidano a un editore. Il sondaggio in questione rivela una prospettiva differente. Gli autori che si rivolgono alle piattaforme di self-publish guadagnano in media da uno a 5000 $ l'anno. Gli scrittori pubblicati dalle case editrici tradizionali guadagnano in media tra i 5.000 $ e i 10.000 $ Chi sembra passarsela meglio sono in ogni caso gli scrittori ibridi, che in in media guadagnano tra i 15.000 $ e i 20.000 $.

Da questi articoli si evince che i libri scritti da professionisti, che hanno alle spalle un editore o hanno una certa esperienza nel settore della pubblicazione si vendono di più. Gli scrittori che scelgono il self-publish sono di solito dei dilettanti che vogliono “realizzare un sogno”, gli scrittori che si affidano alla tradizione non se la passano male, i loro guadagni sono maggiori sia perché na casa editrice cura con professionalità i titoli che pubblica sia perché investe nella promozione dei suoi scrittori, chi sta meglio di tutti invece sono gli scrittori ibridi, quelli che hanno sfruttato il selfpublish per farsi conoscere dal pubblico e ingolosire gli editori, o che nascono pubblicando con un editore e poi si avventurano nel magico mondo del selfpublish sfruttando la loro reputazione.

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

4 Commenti