Pronostici sul futuro dell’editoria

Photo credit: Biscardi che di pronostici se ne intende

Come ogni anno nuovo, dopo aver tirato le somme dell'anno precedente a dicembre, a gennaio si fanno un po' di pronostici su quello che ci aspetta.

Un argomento particolarmente caldo – quantomeno per i quattro gatti che tra gli hobbie hanno anche quello della lettura – è il futuro dell'editoria, sono anni in realtà che se ne parla, da quando il 2.0 ha stravolto tutti gli assetti.

Una cosa che ci piace fare è allungare il periscopio e vedere cosa sta succedendo agli americani, ché gli americani sono la nostra palla di vetro quando si parla di tecnologia. Con la rivoluzione digitale e il cambiamento strutturale dei paradigmi che ne consegue non si sa proprio come sarà conciato il settore librario a dicembre.

Leggendo i resoconti del Digital Book World, la ricerca effettuata da una squadra di esperti del settore in America, sembra che il futuro non riservi niente di buono all'editoria. Uno scenario piuttosto tetro si apre davanti ai nostri occhi.

Barnes & Noble, come un boomerang, dopo il lancio nel digitale potrebbe tornare indietro. Il Nook non diventerà il nuovo Kindle, con buona pace di Microsoft e Pearson che ci avevano voluto credere.

Amazon invece, uragano che ha spazzato via tanti negozi di calce e mattoni, pare aspiri proprio alla calce e ai mattoni e nel 2014 tenterà l'arrembaggio della realtà analogica.

Gli editori cercheranno di tenersi in forma dandosi all'attività… finanziaria, l'ultima tendenza sono le concentrazioni e le verticalizzazioni. Ad aprire le danze sono state nel 2013 Penguin e Random House.

Tutti quelli che in Europa hanno scommesso sul digitale solo perché «in America c'è già stato il sorpasso» vivranno il 2014 con il freddo nelle ossa: il mercato degli ebook che sembrava scoppiettante nel 2013 ha subito un arresto.

Una piccola luce all'orizzonte sembra essere stata avvistata grazie alla possibilità di vendita di abbonamenti ai libri digitali e al prestito bibliotecario degli ebook che permetterà agli editori di fare affari con le biblioteche.

Se qualche editore in Europa pensava di essere in salvo perché ha imparato a consultare i dati quantitativi prima di prendere decisioni importanti, ci ripensi: il 2013 è servito anche a capire che questi dati non sono poi tanto affidabili.

Un'avvisaglia di positività per i consumatori riguarda i prezzi, in America pare che nel 2014 continueranno a calare, gli americani giocano infatti sul prezzo per cercare di spingere i lettori a sperimentare qualcosa di nuovo. Ma, mi dispiace per i lettori italiani, qui abbiamo la Legge Levi.

I pronostici sono stati fatti, a questo punto è arrivato il momento di riporre il periscopio, smettere di pensare all'elefante e comiciare a riflettere su ciò che abbiamo a disposizione qui, in Italia, concentrarsi sui quattro gatti che hanno tra gli hobbie anche quello della lettura e affrontare il cambiamento strutturale dei paradigmi con consapevolezza ma anche con una buona dose di entusiasmo e voglia di sperimentare.

Nonostante i pronostici tetri suggerisco di cominciare l'anno nuovo con un auspicio: che i nostri quattro gatti possano crescere e moltiplicarsi!

Per saperne di più sui risultati del Digital Book World potete leggere il resoconto che Giuseppe Granieri ha pubblicato su La Stampa.

Sara Cocco

Il mio pallino per l'editoria digitale si è rotto come un uovo, ed è finalmente nata Regina Zabo edizioni, ora faccio il direttore.

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