PubCoder è fonte di ispirazione

La carta non sarà più il supporto di parte del publishing, dai quotidiani alla scolastica; semplicemente perché è anacronistico immaginare le notizie e la didattica senza multimedialità, o senza aggiornamenti più o meno frequenti.

Così ha parlato uno dei nostri supereroi preferiti, Paolo Giovine, in un'interessantissima intervista rilasciata a Daniela De Pasquale per Pianetaebook.com. 

Per chi si sintonizzasse soltanto adesso, PubCoder è una startup torinese che ha fatto jackpot andando a riempire quella che era incredibilmente ancora una lacuna nel mercato dell'offerta editoriale digitale (ne abbiamo parlato qui, qui e qui). PubCoder, infatti, è un software per la creazione di ePUB3: eBook interattivi, che si prestano bene alla didattica e alla letteratura per bambini. L'ePUB3 è un formato di eBook che sta prendendo piede con una lentezza sorprendente, in questo settore che muta quotidianamente. Ma possiamo solo lasciar pascolare la nostra immaginazione nel grande prato verde dove nascono speranze per un futuro innovativo, migliore.

Ebbene, Apple ha inserito PubCoder tra gli strumenti raccomandati per la creazione di eBook. Non è certo cosa da poco, per una startup italiana, essere raccomandati da un colosso come Apple. In parte, senz'altro questo è dovuto al fatto che il software è stato lanciato in versione beta solo per Mac (sereni: arriva anche la versione Windows), ma inoltre non c'è dubbio che si tratti di pieno merito. Guardate la chart in cui Apple paragone i vari software raccomandati: PubCoder offre più di qualsiasi altro strumento, compresa la funzione "read aloud" ("leggi ad alta voce"). 

[Per leggere correttamente la chart di Apple, sappiate che gli eBook in formato ePUB3 hanno tutti un layout fisso (colonna 5), diversamente dagli eBook non interattivi in ePUB2 che, al contrario, hanno un layout fluido].

Quest'intervista è profondamente ispirante, così come ispirante è l'esperienza di Giovine e dello staff di PubCoder tutto: questi ragazzi hanno creduto fino in fondo nei libri, così profondamente da non temere che potessero evolversi. Anzi, ci hanno creduto così tanto che stanno lavorando affinché il libro possa evolversi davvero. E stanno avendo successo nell'impresa…

Insomma, il messaggio che vorremmo passasse è che se ce l'hanno fatta loro, ce la possiamo farcela anche noi (grazie Checco). Seriamente. Ci sentiamo ripetere ogni giorno quanto il settore editoriale sia in crisi, che è meglio lasciar perdere, che c'è troppa competizione, che è inutile anche solo tentare di lavorare per uno dei pesci piccoli perché le startup aprono e chiudono con rapidità e facilità disarmanti. In molti, forse, hanno pensato fosse meglio abbandonare il sogno digitale per dedicarsi ad una professione completamente diversa come ad esempio il barbiere (true story). Che va altrettanto bene, anzi, ma la questione è un'altra: se amate leggere, se amate i libri, se non riuscite ad immaginare di svolgere un altro mestiere se non qualcosa che vi abbia a che fare, allora non vi arrendete. I ragazzi di PubCoder possono essere un faro per chi ci prova da tanto ed è andato oltre l'essere demoralizzato. 

Di libri ce ne sarà sempre bisogno, come c'è bisogno d'acqua e di cibo, ma accettando questo paragone dobbiamo accettare che i libri si evolvano ed assumano forme e contenitori differenti, proprio come il cacao diventa prima cioccolato e poi una torta da acquolina copiosa.

Sara D'Agostino

Book nerd D.O.C., crede nella Forza come religione e ha una dipendenza da asciugacapelli. Da vera strapezzente, ha percorso la rotta di Kessel in meno di dodici Parsec.

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